Franco Londei

Politicamente non schierato. Sostengo chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia

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9 Comments

  • E’ ora di dire basta a tutti questi ANTISEMITI. Non permettiamogli di attaccarci difendiamoci

  • Azzo! 100 firme! Le vostre sono una decina, un’altra ventina da qualche altro sito di propaganda: grande partecipazione. E’ davvero una causa molto sentita. Giusto una curiosità: ma questo “bando” varrebbe solo per Israele o anche per i territori palestinesi?

    • 100 firme il giorno di pasquetta non sono male, più di quanto si sperasse. In realtà ce ne bastano poche decine per attivarci. E poi mettici che molti “strenui difensori di Israele” alla fine sono solo “chiacchere e distintivo” e quando si tratta di fare sul serio tirano il culetto indietro.
      Territori palestinesi? No, li possono andare ma dovranno passare per altre vie perché non ci risulta ci siano aeroporti nei teritori palestinesi. L’importante è che questa gentaglia se ne stia fuori da Israele

  • Riguardo Moni Ovadia nei cui confronti Rights Reporter ha emesso un improbabile petizione per interdirne l’ingresso nello Stato Ebraico di Israele in quanto persona non gradita e palesemente nemico di Israele.

    Moni Ovadia è un sagace artista con un ampio seguito. E’ divinamente dotato di grande intelligenza, cultura, ironia, umorismo; un pungente Yiddisha Boy che, alternandosi tra il comico e il drammatico, teatralmente usa la musica e l’arguto folclore ebraico est europeo dell’ante guerra per promuove l’amore verso il prossimo e l’inviolabilità del diritto alla vita.

    Laico, poco osservante delle ritualità religiose, è ispirato dagli insegnamenti della Torà, sorgente del perpetuo contributo dell’ebraismo all’umanità.

    Come la maggior parte degli ebrei della diaspora, anche Moni Ovadia è affetto da un senso di paternalismo verso lo stato Ebraico di Israele ai cui governanti ha inteso pubblicamente rivolgere le proprie opinioni e raccomandazioni sul difficile tema della conquista della pace, traguardo necessario per Israele la quale, oltre alla sicurezza, che già possiede, ne cerca l’incontestabilità.

    Non ha alcuna autorità politica e i suoi pensieri si uniscono agli altri innumerevoli consigli ed opinioni che pervengono dalle frangi più disparate della diaspora ai governanti di Israele i quali operano al meglio nel contesto delle cose e nei limiti del consenso democratico.

    Quanto sopra considerato, ritengo grottesca la petizione ed invito Rights Reporter a ritirarla. Auguro a Moni Ovadia ogni conforto e lo invito ad onorarci con la sua presenza durante una delle funzioni a Roma in quanto persona gradita ed amica di Israele.

    Elio Raccah

    • gentile Elio Raccah
      prendiamo nota delle sue osservazioni e le giriamo anche ad altri componenti della Comunità Ebraico che, crediamo, non la pensino come lei.

      Dire che Moni Ovadia sia “affetto da un senso di paternalismo verso lo stato Ebraico di Israele ai cui governanti ha inteso pubblicamente rivolgere le proprie opinioni e raccomandazioni sul difficile tema della conquista della pace” ci sembra francamente riduttivo. Un conto è esprimere apertamente una legittima critica a un Governo democratico, un conto è schierarsi con chi ne vuole palesemente la distruzione. Ma questa è una semplice opinione nostra, per quello che può valere.

  • Dopo la strage di Itamar, due adulti e tre bambini fra cui una neonata di tre mesi sgozzati nei loro letti, un signore teoricamente ebreo ha sentito la necessità di mettersi al computer per scrivere che quelli non erano fratelli perché erano coloni, e pertanto non meritavano alcuna solidarietà. E il signor Salomone Ovadia, in arte Moni, si è schierato anima e corpo dalla sua parte. Se questo è paternalismo… Avendo avuto con lui lunga consuetudine personale, prima che lui si schierasse integralmente dalla parte dei terroristi e io decidessi di rompere con lui ogni rapporto, potrei raccontarne da fare mattina e poi notte e poi di nuovo mattina, roba da far accapponare la pelle per l’odio livido e sbavante contro Israele che gli esce da ogni poro della pelle. Aggiungo solo un episodio, sul signore che “promuove l’amore verso il prossimo”. Mi è capitato di assistere a un suo spettacolo insieme a una coppia di conoscenti, lui discretamente antisemita, lei che ogni tanto, sia pure bonariamente, lo rimproverava di scambiare per dati di fatto i propri pregiudizi. All’uscita dallo spettacolo lui, in tono di trionfo: “Visto? Esattamente le cose che dico io!”

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