Franco Londei

Politicamente non schierato. Sostengo chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia

Post navigation

1 Comment

  • Re Obama e l’ONU, stanno conducendo ciò che chiamarono “un approccio più equilibrato alla politica mediorientale” (parole dette all’ONU nel 2009).
    Lasciatemi spiegare che cosa questo, alla lettera, significasse allora e significa oggi, in termini reali.
    Significa che che il governo USA sta usando il suo peso con Israele per insistere che agli ebrei, non agli israeliani, badate bene, ma agli EBREI, sia negato il permesso di vivere a Gerusalemme Est e nelle terre storicamente ebraiche di Samaria e Giudea chiamate West Bank.
    Provate a immaginare l’indignazione, l’orrore, le proteste, il clamore, lo stridor di denti che esploderebbero se agli arabi o ai musulmani venisse detto che non possono più vivere in certi parti di Israele, per non parlare del loro paese. Questo, naturalmente non accadrebbe mai con un “approccio più equilibrato al Medio Oriente”.
    Siamo tornati agli anni Trenta.
    Questa volta è la voce illuminata di Feltman a dire agli ebrei dove devono vivere, come possono vivere e quanto si devono piegare – se vogliono semplicemente continuare a vivere.
    So che non l’avete mai sentita mettere in questi termini, prima d’ora. E io veramente non so perché. Semplicemente non c’è un altro modo preciso di spiegare le macchinazioni che stanno dietro l’ultima uscita di Feltman, dietro le richieste dell’ONU e del resto dell’occidente, a Israele.
    Si vuole ridurre Israele ai “confini di Auschwitz”.
    Agli ebrei era già stato detto che non potevano più vivere a Gaza. Ora gli si dice che non possono più scegliere di vivere in nessuna delle zone che le élite internazionali hanno selezionato per un futuro stato di Palestina.
    Di nuovo, mi domando: perché gli internazionali cercano di creare uno stato che sarà, per definizione, razzista, antiebraico, che non tollera neppure la mera presenza di ebrei?
    Credo che in qualunque altra parte del mondo un simile tentativo di pulizia etnica di una Nazione sarebbe condannato dalla gente civile.
    E tuttavia, poiché la maggior parte della gente semplicemente non capisce il chiaro e ufficiale piano dei leader arabi di espellere tutti gli ebrei dal futuro nuovo stato di Palestina, le politiche di capitolazione conservano un certo grado di simpatia, addirittura di sostegno politico da buona parte del mondo.
    Perché il mondo civile considera tutto ciò come una ricetta per la pace nella regione? Esiste un’altra parte del mondo in cui una politica di tipo razziale e di pulizia etnica sia tollerato, o addirittura scusato?
    E allora perché in M.O. le regole sono diverse? Perché per i musulmani devono essere diverse? Perché i dollari e gli euro mantengono la razzista, antisemita entità conosciuta come Autorità Palestinese? E’ questo che facciamo quando “vietiamo” la costruzione di insediamenti, riparazioni, crescita naturale, aggiunte alle comunità esistenti.
    E’ equilibrio, questo? C’è qualche proposta di imporre agli arabi e ai musulmani che non possano più trasferirsi in Israele? No. C’è qualche proposta di imporre agli arabi e ai musulmani che non possano riparare le case che già hanno in Israele? No. C’è qualche proposta di imporre a arabi e musulmani che non possano costruire insediamenti ovunque vogliano? No. Ora, teniamo presente che ci sono un bel po’ di arabi e musulmani in M.O.
    Molti di questi già vietano agli ebrei di vivere in essi. Alcuni lo vietano anche ai cristiani. Ma ora, all’unico Stato ebraico al mondo e i cui diritti su quella terra risalgono ai tempi di Abramo Isacco e Giacobbe, viene detto che gli ebrei devono restare fuori dai territori che sono attualmente sotto il loro controllo ma che sono destinati ad essere trasferiti a gente che li odia, che li disprezza, che vuole vederli morti e non è neppure disposta ad accettare di vivere in pace con loro come vicini.
    Gli ebrei, per contro, sono a un passo dall’essere sfrattati non solo dalle case che hanno occupato per generazioni, ma dalla loro stessa terra, se si va avanti così.
    Spero che molti si ricordino di questo: Obama non è nostro amico (di Israele). Lui e altri come lui sono della stesse specie di coloro che hanno respinto le navi di ebrei in fuga dalla Germania negli anni ’40.
    Sono della stessa specie di coloro che si si sono accordati con Hitler a Monaco. Della stessa specie di coloro che hanno reso difficile la rinascita del moderno Stato ebraico.
    E allora, io dico: basta con la pulizia etnica. Basta con l’antisemitismo ufficiale. Basta colpire gli ebrei. Si smetta di dire agli ebrei dove possono vivere e come possono vivere.
    Feltman dovrebbe essere sbugiardato pubblicamente. Il solo farlo, sarebbe già una questione di semplice e puro buonsenso.

Comments are closed.

back to top