Franco Londei

Politicamente non schierato. Sostengo chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia

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3 Comments

  • Proviamo a immaginare quali dovrebbero essere le condizioni per poter sostituire l’espressione Stato ebraico con quella di “Patria nazionale degli Ebrei” in modo da tutelare questa “Patria nazionale”.
    Prima domanda : Patria e Stato sono sinonimi?
    No, non lo sono.
    Il termine Patria mi sembra parziale rispetto al termine “Stato”, che abbraccia tutto.
    La Patria dovrebbe potere sussistere – presumo- anche senza l’esclusiva, per cui lo stesso territorio può essere Patria nazionale anche di altri, senza che le due patrie debbano fondersi.
    Quindi in Israele dovrebbero coesistere più patrie, altrimente si farebbe torto agli arabi – anche dal punto di vista affettivo – e non credo che Kerry voglia questo.
    Per di più la seconda patria, quella degli arabi, dovrebbe e potrebbe comprendere anche i discendenti degli abitanti di quel territorio fuggiti durante la guerra del ’48, visto che costoro e gli arabi residenti nella seconda patria avrebbero con ogni probabilità- salvo prescrizione contraria- il diritto di riunirsi nell’unica patria che hanno secondo la loro versione: l’attuale territorio di Israele.
    Una proposta davvero intelligente per realizzare tutti gli obiettivi degli arabi, fingendo di accontentare gli Ebrei.
    Ma ammettiamo pure -come espediente retorico – che Kerry sia in buona fede e che cioé voglia davvero realizzare “la Patria nazionale degli ebrei” e garantire la pace.
    In tal caso dovrebbe valere il principio italo-sud tirolese delle quote.
    Con una differenza: la quota ebraica rimarrebbe incrementabile dall’ esterno come adesso, a differenza della quota araba.
    Quindi niente diritto di ritorno e le due “Patrie” sarebbero trattate diversamente.
    C’é da domandarsi:
    Perché fare tutte queste contorsioni con l’unico risultato di creare un Stato Palestinese ostile ed instabile insieme ad un cavallo di Troia dentro Israele sotto forma di un contentino patriottico dato agli arabi israeliani, presupposto per ulteriori ed inevitabili conflitti?
    Non é forse più chiaro e risolutivo il termine “Stato ebraico”?
    Mi dico: si tratta davvero -nelle intenzioni di Kerry- di un processo di pace o del suo contrario?

  • Reset, si torna indietro di 100 anni, al focolare del popolo ebraico della dichiarazion Balfour. Ovviamente il mondo arabo non l’accettò allora, chissà perché dovrebbe accettarlo oggi.

  • Secondo me, gli israeliani dovrebbero trovare il coraggio di dire a Obama e Kerry: basta, ci avete rotto, fatevi gli affari vostri e lasciate perdere la questione arabo-israeliana che tanto non ne capite (o fate finta di non capirne) niente e fate solo danni; caso mai, ne riparleremo con il prossimo Presidente, se ce ne sarà uno decente dopo la fine del mandato di Obama. Obama e Kerry non sono l’America, sono solo due furboni di passaggio, un gatto e una volpe. Il loro credito nel mondo é prossimo allo zero, nessuno prende seriamente la loro autorità; basta guardare l’Iran e la Russia. Israele ha già liberato centinaia di terroristi e assassini per non contrariare Obama. Per cosa? Per una farsa di negoziato di pace che non ha portato e non porterà a niente. Forza israeliani, tirate fuori gli attributi e mandate a casa questi due buffoni, questi falsi amici che vi stanno facendo più danni dei vostri nemici dichiarati.

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