Non è più una questione politica, se mai lo è stata, è una questione di Diritto. Quanto affermato ieri pomeriggio dal Premier italiano, Silvio Berlusconi, nella città Russa di Yaroslavl in occasione del World Political Forum, sulla Magistratura italiana è contrario a qualsiasi forma di Diritto e lede in maniera assoluta sia la Costituzione italiana che il Diritto della Magistratura stessa ad essere un organo indipendente dal potere politico.

L’Art. 104 della Costituzione sancisce, senza fraintendimenti, la completa autonomia della Magistratura dal potere politico. Gli articoli successivi (dal 105 al 107) regolamentano tale indipendenza in modo tale che il potere politico non possa interferire con il potere giudiziario e viceversa, garantendo ad ambedue i poteri costituzionali completa indipendenza e tutte le garanzie necessarie affinché l’uno non possa intralciare o nuocere all’altro.

Fatta questa doverosa premessa e tornando alle dichiarazioni fatte dal Premier durante il World Political Forum, secondo quanto affermato da Silvio Berlusconi davanti a una platea internazionale, la Magistratura italiana, a differenza di quanto sancito dalla Costituzione, sta interferendo con il potere politico come se fosse un “organo sovversivo”. Infatti, quando il Premier italiano afferma che “le accuse rivolte contro di lui dalla Magistratura sono totalmente inventate” e che “mettono a rischio la governabilità del Paese”, parla apertamente di un piano sovversivo della Magistratura per condizionare il potere politico in Italia. Sono accuse gravissime, per di più fatte in un contesto internazionale e, a meno che il Premier non possa provare ciò che dice, sono del tutto inaccettabili.

La Magistratura ha il dovere di indagare su informazioni di reato contro chiunque, compreso il Premier. Se la Magistratura ritiene che il cittadino Silvio Berlusconi abbia commesso dei reati dovrà chiaramente provarlo dato che in Italia esiste, sempre per Costituzione, la presunzione di innocenza. La legge garantisce a qualsiasi imputato di reato tutte le garanzie necessarie per potersi difendere in giudizio. Da qui a parlare di “piano sovversivo per condizionare il potere politico” ce ne passa. E’ vero invece il contrario, cioè che quando una persona, attraverso vari escamotage, si sottrae al giudizio della legge, rifiuta a tutti gli effetti di difendersi, cioè nega a se stesso quelle garanzie costituzionali che gli sono dovute, come se non riconoscesse né la Costituzione né il potere dell’autorità giudiziaria e si sentisse al di sopra di qualsiasi legge e di qualsiasi altro cittadino italiano.

Negli ultimi mesi il dibattito sulla presunta persecuzione del sistema giudiziario ai danni del Premier, ha soverchiato qualsiasi altro dibattito su temi molto più importanti e delicati, quali la crisi economica, il rallentamento dello sviluppo, la corruzione dilagante, la lotta alla criminalità organizzata ecc. ecc. Il dibattito, politico e non, è stato alimentato dai tentativi del Premier di sottrarsi al proprio Diritto a difendersi, tentativi che sono passati anche attraverso azioni volte a piegare le leggi, e quindi la Magistratura, a proprio favore. Per fare questo si è tentato persino di far passare leggi chiaramente incostituzionali. Questo si che può prefigurare un atto sovversivo.

In questa sede non si vuole stabilire se il Premier italiano sia vittima di una persecuzione giudiziaria o se sia la Magistratura a essere vittima dei tentativi del Premier di sottrarsi al giudizio, si vuole solo ribadire che in Italia esiste una Costituzione che sancisce i Diritti fondamentali di ognuno di noi. Non sono citate, nella Costituzione, personalità che hanno più o meno Diritti degli altri. E’ chiaramente stabilito invece che ogni cittadino italiano è uguale di fronte alla legge, a prescindere dal ruolo che ricopre. Accusare la Magistratura, come ha fatto ieri in Russia il Premier, di voler sovvertire l’ordine politico in Italia attraverso azioni legali contro di lui, rinunciando nel contempo al proprio Diritto alla difesa, significa sentirsi al di sopra di tutti gli altri e quindi al di sopra del Diritto, della legge e della Costituzione. Per il Primo Ministro di uno Stato democratico questo è inaccettabile. Sarebbe invece molto più consono ad un sistema democratico che un Primo Ministro (proprio perché rappresenta tutto il Paese) che sia accusato di qualsiasi reato, usufruisca del proprio Diritto a difendersi e si presenti di fronte alla legge per contestare le accuse che gli vengono mosse, esattamente come fa qualsiasi altro cittadino.

Ecco perché riteniamo inaccettabili le accuse mosse dal Premier alla Magistratura ed ecco perché riteniamo che il cittadino Silvio Berlusconi debba chiarire sia le sue parole che le sue posizioni giudiziarie. Questo Paese non può più permettersi di rimanere ostaggio delle lotte tra il Premier e i Magistrati. La linea di navigazione è sott’acqua e lo è da troppo tempo. Rischiamo veramente di affondare.

Secondo Protocollo