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Morte ambasciatore americano in Libia: Obama, adesso apri gli occhi

L’attacco alle sedi diplomatiche americane di Egitto e Libia culminato con l’assassinio dell’ambasciatore americano in Libia, Chris Stevens, di un altro diplomatico e di due marines, deve essere un segnale forte, molto forte, per l’amministrazione americana e per la sua politica verso l’Islam.

Non può esserci politica di integrazione con questa gente. Non esiste un islam moderato con cui poter interagire. Alla fine dei conti il risultato è sempre lo stesso: o si fa come dicono loro, oppure ti ammazzano. Che sia un film o qualche vignetta, che sia una richiesta di maggiori Diritti per le donne oppure la condanna di usanze che violano la carta dei Diritti Umani, qualsiasi cosa si cerchi di discutere con gli islamici e che vada contro la loro violenta religione, il risultato sono sempre le bare possibilmente con noi dentro.

Lo deve capire Obama a cosa ha portato il sul dialogo con l’Islam. Anche un cieco lo vedrebbe quali sono i risultati delle “primavere arabe” che con tanta veemenza (e mezzi) il Presidente americano ha sostenuto. Sono quelli di cui si parla in queste ore: bandiere americane date alle fiamme e diplomatici americani linciati.

E allora, come si parla con l’Islam? Come si dialoga con chi prima ti spara e poi ti fa domande? Come si interagisce con chi non rispetta la libertà di pensiero e di parola che sono i fondamenti della civiltà occidentale?

E per favore, non venitemi a dire che c’è anche un islam moderato con cui poter parlare. Non ho sentito (e non sentirò) una parola di condanna da parte del cosiddetto “Islam moderato” per i fatti libici ed egiziani, non per le violenze e per i morti, cose facili da condannare, ma per le ragioni che hanno portato a tale violenza. Non mi meraviglia. Nemmeno quando venne sgozzato Teo Van Gogh, autore del cortometraggio Submission, si sentì una sola parola di condanna.

E’ ora che il Presidente Obama (e con lui tutto il mondo libero) apra gli occhi: non c’è possibilità di dialogo con questi macellai ed è ora che si ponga fine alla loro invasione dell’occidente. Diversamente tra pochi anni ci ritroveremo a non poter nemmeno aprire bocca senza trovarci con una scimitarra alla gola.

Noemi Cabitza