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Pacifisti con il culo degli altri

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Tutti zitti per quasi tre anni mentre il macellaio Assad massacrava oltre 100.000 persone e ne costringeva qualche milione a fuggire. Quante volte ci siamo chiesti dove fossero i pacifisti, quante volte avremmo voluto vedere le bandiere arcobaleno sventolare per il popolo siriano. Ma loro niente, imperterriti nel loro silenzio. Poi arriva Obama e minaccia un intervento armato e loro, i pacifisti, si scatenano.

L’altro giorno alcuni dei loro rappresentanti più autorevoli sono arrivati persino  a lanciare un appello video virale per dire “no alla guerra”, come se in Siria negli ultimi tre anni ci fosse stata solo qualche scaramuccia e quei 100.000 morti fossero  stati resettati. Si riparte da zero.

Per parafrasare un proverbio calabrese mi viene da dire che è facile fare i pacifisti con il culo degli altri, fare i pacifisti a tempo determinato, un pacifismo precario che scatta solo a comando e solo quando sono interessati gli Stati Uniti e Israele, ma che non fa un fiato se a massacrare centinaia di migliaia di persone sono dei crudeli dittatori. Poco importa che si chiamino Saddam Hussein, Ahmadinejad, Assad e compagnia bella. L’importante per questi pacifisti precari è che gli Stati Uniti e Israele si facciano gli affari loro.

Il pacifismo, questo tipo di pacifismo, è la più grande ipocrisia del 21esimo secolo perché dietro a una nobile idea nasconde ideologie che con la pace e con il rispetto dei Diritti Umani non hanno niente a che vedere. E mi torna in mente un termine coniato qualche tempo fa: pacivendoli. Mai  termine fu così azzeccato per questa gente davvero ipocrita e di una bassezza morale che a volta si fa pure fatica a credere che possano esistere.

Detto questo, continuo a essere fortemente contrario a un intervento in Siria per le ragioni che ho spiegato qualche giorno fa, ma vedere tanta ipocrisia è davvero difficile da sopportare.