E’ arrivata ieri come una bomba la rivelazione fatta Inter Press Service (IPS) secondo cui moltissimi campi profughi di Mogadiscio sarebbero gestiti dalle milizie le quali fanno incetta di aiuti umanitari destinati dalle agenzie delle Nazioni Unite agli affamati che fuggono da guerra e carestia.

Secondo quanto riferisce la IPS diversi testimoni hanno riferito che una volta arrivati a Mogadiscio sono stati avvicinati da quelli che credevano essere degli operatori umanitari i quali li hanno accompagnati in quelli che dovrebbero essere dei centri per sfollati. Una volta all’interno sono stati registrati in modo che le agenzie delle Nazioni Unite fornissero per loro i pacchi di emergenza con lo stretto necessario per sfamare una persona per alcuni giorni. Più sono i profughi, più numerose sono le famiglie, più sono i pacchi dell’Onu.

Solo che una volta che i pacchi vengono consegnati dai delegati dell’Onu ai “gestori del campo” questi ne distribuiscono appena il 30% ai rifugiati. Gli altri vengono venduti al mercato nero. Chi prova a protestare o a cercare di uscire dal campo viene ucciso. Una vera e propria opera di sciacallaggio sugli aiuti umanitari e sugli affamati.

La Inter Press Service, una volta venuta a conoscenza di questa squallida pratica, ha subito avvisato i delegati sul posto delle Nazioni Unite i quali però hanno fatto sapere di non poter fare niente in quanto i “campi profughi”, veri e propri lager a cielo aperto, non sono gestiti dall’Onu ma da personale locale. In sostanza non gliene frega assolutamente niente.

Il sospetto avanzato dalla IPS è che anche i delegati dell’Onu facciano parte di questo sciacallaggio altrimenti come minimo avrebbero chiesto di visitare i campi segnalati e verificato se quanto riferito corrispondeva al vero.

Secondo diverse testimonianze più che attendibili, circa il 25% di tutti gli aiuti umanitari destinati alla Somalia finisce sul mercato nero con la complicità dei funzionari dell’Onu. Con questa nuova pratica di sciacallaggio la percentuale schizzerà decisamente in alto. Per questo è importante che le agenzie delle Nazioni Unite verifichino con molta cura se veramente gli aiuti umanitari finiscono ai bisognosi e non nelle mani di questi sciacalli. Sappiamo bene che non è una cosa semplice da fare, soprattutto in Somalia, ma questa pratica non può continuare. Il fenomeno dello sciacallaggio deve essere interrotto con qualsiasi mezzo.

Secondo Protocollo

1 Comment

  1. Praticamente si sta verificando la stessa situazione che portò all’operazione Restore Hope, con la differenza che allora avevamo due signori della guerra come Aidid e Siad Barre ( di fatto uno peggio dell’altro), adesso, oltre ai signorotti della guerra che da quelle parti non mancano mai, ci troviamo di fronte anche alle milizie islamiche foraggiate dai soliti noti. Sinceramente non sò quale delle due situazioni sia peggio. Almeno con quei due potevi trattarci perche erano solo intressati ai soldi ed al potere, questi invece sono anche fanatici.