Elezioni Marocco: durissima sconfitta degli islamisti

Ormai nessuno crede più alla favoletta che ci possa essere una forma di “democrazia islamica”

È una sconfitta senza precedenti quella subita dal partito islamista marocchino Partito per la giustizia e lo sviluppo (PJD), al potere in Marocco da un decennio.

Secondo le prime proiezioni il partito islamista marocchino è letteralmente crollato passando da 125 seggi che aveva nell’Assemblea uscente, agli attuali soli 12 seggi.

Una debacle del tutto inaspettata persino dagli osservatori più esperti di vicende marocchine i quali avevano previsto un PJD in calo ma ancora primo partito.

Invece a farla da padrone sono stati i rivali liberali del National Rally of Independents (RNI) e del Authenticity and Modernity Party (PAM) i quali hanno ottenuto rispettivamente 97 e 82 seggi, mentre il Partito Istiqlal di centro-destra ha ottenuto 78 seggi.

L’Assemblea marocchina è composta complessivamente da 395 seggi e questo rende perfettamente l’idea della cocente sconfitta subita dagli islamisti marocchini.

Nessuno crede più alla “democrazia islamica”

La vicenda marocchina è fortemente indicativa del fatto che ormai ben pochi credono al cosiddetto “islam politico” o peggio ancora alla “democrazia islamica” propagandata proprio dal Partito per la giustizia e lo sviluppo rifacendosi apertamente all’ideologia della Fratellanza Musulmana che vorrebbe far credere alla possibilità di un improbabile connubio tra democrazia e Sharia.

Ormai nei pochissimi paesi musulmani dove si può votare liberamente gli islamisti non riescono più a convincere nessuno del fatto che ci possa essere una forma di democrazia legata alla legge islamica o che ci possa essere una qualche forma di Islam politico.

Paradossalmente gli unici a crederlo sono gli indomiti europei che ancora credono che l’Iran possa rinunciare alla bomba, che i talebani non sono più quelli di venti anni fa e che, appunto, possa esistere una forma di Islam politico che si possa sposare alla democrazia.

I risultati definitivi si conosceranno a breve dopo di che Re Mohammed VI nominerà un primo ministro appartenente al partito che ha ottenuto più seggi il quale dovrà formare una coalizione di governo.

Franco Londei
Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia