Venerdì scorso l’Iran e la Siria hanno fatto un altro passo verso l’apertura di un conflitto con Israele e, probabilmente con le Nazioni del mondo libero. E’ stato infatti siglato a Damasco un patto di mutua assistenza militare reciproca nel caso uno dei due paesi venga attaccato.

All’apparenza potrebbe sembrare solo una formalità in quanto l’Iran e la Siria già collaborano attivamente a livello militare. Basta guardare quello che avviene in Libano oppure notare il fatto che le forze speciali siriane si vanno ad addestrare nei campi delle forze Qods iraniane. Ma in effetti è qualcosa di più di una semplice formalità. Vediamo perché:

  • Iran e Siria non avevano un accordo scritto in merito alla mutua assistenza. La Siria è il primo Paese arabo sunnita a fare una scelta del genere e ad ufficializzarla con un trattato. Il fatto è quasi storico

  • La scelta dei tempi è importante. Come non notare che l’ufficialità di questo accordo arriva in contemporanea con l’aumentare delle pressioni internazionali sull’Iran?

  • Questo accordo di fatto compromette qualsiasi soluzione per le alture del Golan e quindi un trattato di pace tra Siria e Israele. Teheran ha preso due piccioni con una fava: ha fatto in modo che israeliani e siriani non si accordassero e allo stesso tempo ha ufficializzato un nemico ai confini con Israele. Non che non si sapesse che la Siria è nemica di Israele, ma con questo trattato se Gerusalemme dovesse decidere di attaccare le centrali atomiche iraniane, Damasco sarebbe costretta a entrare in guerra.

L’accordo è stato firmato dai due Ministri della Difesa, Ahmad Vahidi per l’Iran e Mohammad Habib Ali Mahmoud per la Siria. Il testo preciso non è stato reso noto ma i due Ministri hanno tenuto a precisare che l’accordo “è volto ad affrontare nemici comuni e sfide a livello mondiale” I riferimenti a Israele e al mondo libero che si oppone a che Teheran e Damasco si dotino di armi nucleari, è chiaro.

Fredda la risposta da Gerusalemme dove si sostiene che non è una sorpresa l’accordo tra Teheran e Damasco. Un po’ più scomposta la reazione da Washington. Il Consigliere della Sicurezza Nazionale, James Jones, intervistato a riguardo dal Wall Street Journal ha detto che “l’Iran e solo l’Iran è artefice del suo futuro. L’amministrazione americana ha lasciato aperta la porta del dialogo che però si sta inesorabilmente chiudendo”.

Quello che sembra chiaro (sempre più chiaro) e che Ahmadinejad non vuole per nessun motivo rinunciare a dotarsi di armi nucleari e che per questo si sta preparando a una guerra. L’accordo con la Siria segue di pochi giorni il rinnovo dell’accordo con la Turchia per quanto riguarda la cooperazione militare tra Teheran ed Ankara in Kurdistan. Visti gli ultimi atteggiamenti della Turchia non sarebbe una sorpresa scoprire che tra pochi giorni anche Ankara firmerà un accordo con l’Iran come quello firmato dalla Siria. E ancora la Turchia è nella NATO. Si traggano le giuste conseguenze.


Articolo scritto da Miriam Bolaffi

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