I tentacoli di Iran ed Hezbollah sull’America Latina

Dal Venezuela alla Colombia fino ai vertici politici in Argentina, Hezbollah e Iran sono una vera e propria potenza regionale in America Latina

La presenza di Hezbollah in America Latina risale alla fondazione del gruppo. Un fattore essenziale nella creazione di cellule di Hezbollah è stato il flusso di migranti libanesi in arrivo nella cosiddetta “Tri-Border area” (TBA), tre frontiere che collegava Argentina, Brasile e Paraguay.

Sin da subito il gruppo terrorista libanese ha iniziato a collaborare con l’Iran.

È stato con la Forza Quds iraniana, una unità d’elite dei Guardiani della rivoluzione islamica (IRGC), che Hezbollah ha partecipato a due sanguinosi attentati anti-ebraici, quello contro l’ambasciata israeliana a Buenos Aires che ha ucciso 29 persone e fatto 242 feriti, e quello ancora più sanguinoso contro l’Asociación Mutual Israelita Argentina (AMIA) , un centro ebraico di Buenos Aires, dove morirono 85 persone e oltre 200 rimasero ferite.

I rapporti con il Venezuela

Una volta consolidata la loro presenza nella Tri-Border area, Hezbollah e l’Iran avevano bisogno di un “porto sicuro” da dove dirigere i loro loschi affari che servivano per finanziare il terrorismo e soprattutto nuovi attentati.

A fornire loro questo “porto sicuro” fu nel 1999 Hugo Chavez il quale una volta preso il potere in Venezuela garantì la sicurezza ad Hezbollah e alla Forza Quds iraniana.

Soprattutto Hezbollah riuscì a costruire una vasta e ben ramificata rete dedicata a svolgere attività illecite, come il traffico di droga, il riciclaggio di denaro e il contrabbando.

I terroristi libanesi costruirono in effetti una vera e propria rete criminale che poteva vantare l’appoggio diretto di Hugo Chavez ed era controllata attraverso clan familiari compartimentati, come i Nassereddine e i Saleh y Rada, che si inserirono direttamente nell’economia illecita controllata dal regime e nell’apparato politico e burocratico del Venezuela tanto da arrivare ad ottenere il controllo totale di intere aree del Venezuela, come isola Margarita, diventato un vero e proprio stato indipendente dentro un altro stato dedicato unicamente ad Hezbollah.

Isola Margarita, l’isola dedicata completamente a Hezbollah

Il Venezuela per Hezbollah e per la Forza Quds iraniana è un vero e proprio tesoro, per i primi a livello economico dato che possono guadagnare miliardi di dollari dal traffico di droga senza nessuno che possa ostacolarli dato che il regime è colluso direttamente con Hezbollah. Per i secondo il Venezuela è un porto sicuro dove rifugiarsi, addestrarsi, progettare attentati e dove nascondere i ricercati internazionali.

Non solo il Venezuela

Come Rights Reporter spiegò in un rapporto del 2018, la polizia colombiana in collaborazione con la DEA americana e con l’Interpol fece luce sulle attività di Hezbollah in Colombia e più in generale in America Latina, un indagine che portò anche a scoprire gli interessi iraniani in Sud America.

La polizia colombiana e la DEA americana scoprirono che Hezbollah, usando coperture apparentemente legali, aveva pesantemente messo piede in Colombia da dove attraverso la sua unità clandestina nota con il nome di External Security Organization (ESO) controllava il traffico di droga verso Europa e Stati Uniti, il riciclaggio di denaro sporco profitto dei traffici illeciti e il contrabbando di armi.

Non solo, garantiva la sicurezza di molti suoi membri facendoli entrare clandestinamente nel Paese per poi alloggiarli in appartamenti protetti a Cartagena, Barranquilla e Maicao da dove poi questi “clandestini” dirigevano le tante operazioni di Hezbollah in America Latina, comprese quelle terroristiche legate alla famigerata Unità 910, braccio armato delle operazioni estere di Hezbollah responsabile dell’attacco terroristico del 2012 a Burgas, in Bulgaria, e degli attacchi in Argentina durante gli anni 90.

Da allora, nonostante le indagini, poco è cambiato. Nel 2019 l’intelligence colombiana aveva scoperto che Hezbollah portava avanti anche un importante programma volto alla ricerca, al reclutamento e all’indottrinamento di nuovi terroristi.

Per farlo usavano le moschee. In Colombia oggi ci sono circa 60.000 musulmani, un numero che cresce velocemente anno dopo anno, cinque moschee e 10 centri culturali islamici. I giovani reclutati venivano (e vengono) mandati in Libano con finte borse di studio. Qui vengono addestrati e ben indottrinati al terrorismo di matrice islamica. Essi dipendono direttamente dal Segretario Generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah.

Secondo l’Interpol a dirigere questo particolare programma di reclutamento era e sarebbe anche oggi anche oggi, Abdallah Rada Ramel, un libanese che viaggia costantemente tra la Colombia, il Venezuela, Panama, Paraguay, Brasile, Argentina, Germania, Svizzera e Stati Uniti. Esso prende ordini direttamente dal Segretario Generale che a sua volta li prende da Teheran.

Secondo il rapporto le reclute, una volta addestrate in Libano e rientrate in America Latina, entrano a far parte dell’ESO, noto anche come Unità 910, il braccio clandestino di Hezbollah che sta dietro a tutti i maggiori attentati commessi dai terroristi libanesi. A dirigere l’Unità 910 è Tala Hamiyeh, individuato dal Mossad proprio in Colombia.

Hezbollah nel resto dell’America Latina

Hezbollah ha una forte presenza nei paesi che compongono la Tri-Border Area. Attività come la contraffazione e il traffico di droga sono state identificate a Puerto Iguazú, Foz do Iguaçu e Ciudad del Este in Argentina, Brasile e Paraguay.

Infine, Hezbollah si sta affermando in un’area nota come New Tri-Border Area , che comprende il nord del Cile (Arica e Iquique), il sud del Perù (Tacna e Puno) e la Bolivia (da El Alto all’ambasciata iraniana a La Paz).

In Cile, Hezbollah cerca di sfruttare i suoi porti e indottrina i giovani per unirsi alla sua causa. In Bolivia cerca di aumentare la sua presenza approfittando delle sue scarse relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti.

Infine, in Perù, Hezbollah cerca di trarre profitto dalla produzione di cocaina, facilitando il nesso tra crimine e terrorismo.

Iran ed Hezbollah in Argentina

Un capitolo a parte andrebbe dedicato alla presenza e agli interessi di Hezbollah e dell’Iran in Argentina.

Un recente rapporto indica che l’Argentina è un paese di transito per la cocaina prodotta in Bolivia, Perù e Colombia e per la marijuana prodotta in Paraguay.

I cartelli fanno ampio uso delle strutture di Hezbollah nel paese per trasportare narcotici fuori dalla regione in altre parti del mondo.

Tuttavia ci sono altri fattori che fanno pensare ad una presenza più massiccia e, soprattutto, più importante di Hezbollah e dell’Iran in Argentina.

Uno di questi fattori è l’indagine sugli attentati anti-ebraici del 1992 e del 1994, indagine che secondo il procuratore speciale Alberto Nisman portava direttamente all’Iran come mandate degli attacchi e ad Hezbollah come esecutore.

Nisman credeva anche che l’allora presidente argentino Cristina Fernández de Kirchner (oggi vicepresidente) si adoperò per nascondere le responsabilità di Teheran in merito a quegli attacchi.

Alberto Nisman venne trovato morto il giorno prima della sua testimonianza che inchiodava l’Iran, Hezbollah e il Presidente argentino alle loro responsabilità.

Già solo questo dovrebbe far capire a che livello sono le protezioni politiche di cui godono Iran ed Hezbollah in Argentina.

Franco Londei
Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia