L’escalation della crisi tunisina ieri ha portato alla precipitosa fuga del Presidente Ben Ali. Così come gli analisti avevamo predetto da giorni è in atto un Tunisia quello che sembra essere a tutti gli effetti un vero e proprio golpe. La situazione resta estremamente confusa.

Proprio di questa confusione potrebbero approfittare gli estremisti islamici legati ad Al Qaeda nel Maghreb che con un comunicato diffuso via internet ieri hanno chiamato ala mobilitazione generale in tutto il Maghreb al fine di rovesciare i governi e instaurare la legge islamica, la Sharia. Da giorni i servizi segreti egiziani avvertono del rischio concreto che ciò avvenga.

Ieri sera, a seguito del precipitare della situazione, l’Alitalia/Air One ha annunciato di aver sospeso i voli da e per la Tunisia fino al prossimo 17 gennaio. Questo potrebbe compromettere il rientro dei nostri connazionali presenti a vario titolo in Tunisia. Il sottosegretario agli Esteri, Stefania Craxi, ha detto che “al momento non ci sono pericoli per i nostri connazionali”, tuttavia la dichiarazione dell’On. Craxi ci sembra un tantino leggera e a dimostrarlo c’è proprio la sospensione dei voli da e per l’Italia. Quello che noi e le famiglie dei nostri connazionali presenti in Tunisia (tra i quali alcuni nostri amici) vogliamo sapere con urgenza è se esiste un piano di evacuazione nel caso in cui la situazione dovesse ulteriormente precipitare. E non aiutano di certo le notizie che arrivano da Tunisi. Ieri sera abbiamo parlato a lungo con un nostro connazionale che si trova a Tunisi per lavoro e ci ha confermato che né l’ambasciata né il consolato italiano hanno diramato avvisi particolari ai nostri connazionali. Ci ha confermato anche che la situazione è “estremamente confusa” sebbene ci abbia rassicurato che, almeno a Tunisi, non si vede alcuna infiltrazione di estremisti islamici. Di certo l’interruzione dei voli Alitalia ha complicato le cose, ma altre compagnie per il momento volano anche se gli aerei sono presi d’assalto. Capirete che con una situazione del genere le parole del sottosegretario Craxi non rassicurano per niente.

Per questo motivo chiediamo al Ministero degli Affari Esteri di spiegare con chiarezza come intende mettere in salvo i nostri connazionali presenti in Tunisia e come intende assisterli nel caso siano impossibilitati a lasciare il Paese. La situazione è critica e non ci sembra certo il caso di sottovalutarla.

Secondo Protocollo

4 Comments

  1. suleiman kahani

    Ehilà sionistucci…già rimpiangete il corrotto satrapo di Tunisi?

    Adesso tocca a lui…poi verrà anche il vostro turno!

  2. Noemi Cabitza

    questa è la prova lampante che la mamma degli imbecilli è sempre incinta. Il commento lo lasciamo proprio per dimostare questo e anche per mostrarlo per bene alla polizia postale dato che questo cretino è un po’ la lancia minacce nemmeno tanto velate

  3. che gente che c’è in giro ragazzi. Nemmeno a rispondergli a questi buffoni. Secondo me sono persone profondamente depravate e depresse che cercano di sfogare il proprio odio in rete. Invece della polizia postale sarebbe il caso di avvisare i servizi sociali o la neuro

  4. Salvatore

    a conferma di quanto è stato detto in questo articolo copio un’Ansa delle 16,13
    Yemen: studenti a popoli arabi, insorgete.
    Un migliaio di studenti yemeniti hanno manifestato oggi a Sanaa per chiedere ai popoli arabi di sollevarsi contro i dirigenti dei loro Paesi cosi’ come hanno fatto i tunisini. Lo ha constatato l’Afp. Gli studenti sono usciti dal campus dell’universita’ di Sanaa e si sono diretti verso l’ambasciata della Tunisia, accompagnati da militanti per i diritti dell’uomo. Nel mirino dei giovani in particolare il presidente yemenita Ali Abdallah Saleh, al potere da 32 anni, rieletto nel 2006.

    Come vedete la situazione viene ampiamente cavalcata dagli estremisti che voglio instaurare la sharia anche nei pochi paesi islamici moderati