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Una lobby sionista? Perché no?

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Prima di tutto sfatiamo un mito: parlare di lobby non significa necessariamente parlare di qualcosa di oscuro o, peggio, di illegale. I gruppi di interesse, o appunto lobby, esistono in tutto il mondo e sono del tutto leciti. La differenza tra l’Italia e il resto del mondo la fa la legge, cioè in Italia non esiste ancora una legge che regolamenti le lobby.

Sulla necessità di instituire una legge che regolamenti i gruppi di interesse sono completamente d’accordo con chi, come per esempio l’ex guardasigilli Paola Severino, la propone da mesi e ne evidenza la necessità, non fosse altro perché comunque le lobby esistono e tenerle sotto controllo potrebbe essere una buona cosa sotto tanti aspetti. E poi tanti gruppi di interesse potrebbero finalmente venire allo scoperto liberando le loro idee, cosa questa che, come succede per esempio in America, porta una infinità di benefici.

L’altra sera ho partecipato via Skype a una riunione di lobbisti sionisti, non necessariamente ebrei o israeliani, anzi, in molti casi – come nel mio – non di fede ebraica. Si discuteva proprio di questo, cioè della necessità del nostro gruppo di interesse di venire allo scoperto, di manifestare cioè con estrema chiarezza e naturalezza quelli che sono i nostri obbiettivi e i nostri interessi.

Ho notato che alcuni di loro erano titubanti nello venire allo scoperto per timore che come sempre la parola lobby fosse stata male interpretta e che, come spesso accade, fosse stata immediatamente associata al solito complotto pluto-masso-giudaico volto al controllo mondiale.

Personalmente credo invece che proprio il venire allo scoperto, rendere la lobby pubblica e trasparente, dichiarare i propri obbiettivi e interessi serva a dipanare tutte le voci complottiste che troppo spesso circondano questa realtà.

Perché se noi abbiamo degli obbiettivi perfettamente leciti li dobbiamo nascondere?  Per quale assurdo motivo dobbiamo muoverci nell’ombra per garantire i nostri interessi? Io non mi vergogno di essere sionista e neppure temo di espormi nel difendere i miei interessi che poi sono anche quelli di molta altra gente non necessariamente sionista.

Per questo motivo credo che sia arrivato il momento che i sionisti, in special modo quelli non di fede ebraica che sono quelli più tartassati, fondino una lobby sionista aperta, limpida e trasparente che abbia come obbiettivo quello di difendere a tutti i livelli, politico e non, i propri interessi e le proprie idee. Non sono affatto d’accordo con chi vorrebbe rimanere nell’ombra per poter meglio gestire la propria figura o i propri interessi. Non ci deve essere niente di misterioso nello esporre le proprie idee o nel difendere gli interessi di un gruppo di persone, di aziende o di correnti politiche. Per me è una assurdità.

E allora, perché no una lobby sionista aperta a chi per varie ragioni, sebbene non di fede ebraica, condivide gli ideali del sionismo? Perché non venire apertamente allo scoperto e difendere i nostri (e quelli degli altri) interessi? Lo ripeto, per me è una assurdità a cui occorre rimediare prima possibile.