Sud Sudan: appello di Salva Kiir. La comunità internazionale vigili sul referendum

E’ un appello accorato quello lanciato dal Presidente del Sud Sudan, Salva Kiir, alla comunità internazionale affinché non lasci solo il popolo sud-sudanese e vigili sul prossimo referendum per l’autodeterminazione del Sud Sudan.

Parlando ieri a Washington in occasione dell’annuale “Congressional Black Caucus Africa”, una tavola rotonda sull’Africa presieduta da Sen. Donald Payne che presiede anche il sottocomitato per l’Africa e la salute globale del Congresso americano, Salva Kiir ha rimarcato come sia “un momento difficilissimo per il Sudan” e come il rischio di un nuovo conflitto tra Nord e Sud sia elevatissimo.

“Il Governo provvisorio del Sudan meridionale si muove tra molte difficoltà per garantire il puntuale svolgimento del referendum per l’autodeterminazione del Sud Sudan – ha detto Kiir a una platea di diverse centinaia di intervenuti  – ma dobbiamo fare i conti con l’ostruzionismo di Khartoum, un ostruzionismo sempre più forte e violento”.  Proseguendo nel discorso Kiir ha invitato la Comunità Internazionale ha mettere bene in chiaro con il Governo di Khartoum che “non sarà tollerato alcun ritardo o interferenza sul referendum”. Donald Payne dal canto suo ha garantito a Kiir il massimo appoggio. “Non permetteremo che l’orologio della storia torni indietro a prima del 2005” ha detto Payne riferendosi al trattato di pace firmato a Nairobi nel 2005 tra Governo sudanese e Sudan People Liberation Movement (SPLM) che mise fine ad una guerra durata oltre venti anni e costata la vita a milioni di esseri umani.

A tal proposito ieri la Casa Bianca ha annunciato che venerdì prossimo si terrà un vertice ospitato dalle Nazioni Unite al quale, oltre al Segretario Generale dell’Onu e al Presidente Barack Obama, parteciperanno anche Salva Kiir e il Vice Presidente del Sudan, Ali Osman Mohamed Taha, il quale a suo tempo fu l’artefice (insieme al defunto John Garang) del trattato di Nairobi. Lo scopo del vertice è trovare una soluzione per impedire il ritorno alla guerra.

Salva Kiir si è lamentato dei continui appelli internazionali (tra i quali quelli di Ban Kii-Moon) affinché si rinvii il referendum di qualche anno e anche del fatto che il Presidente Obama non lo abbia mai ricevuto. Ha ribadito con forza che “niente e nessuno potrà privare il popolo del Sud Sudan di ottenere quello per cui ha lottato per oltre venti anni” ottenendo dalla platea presente al Washington Convention Center un caloroso applauso.

Kiir ha anche ricordato che ci sono diverse questioni da definire tra Khartoum e Juba (la capitale del Sudan Meridionale) tra le quali le più importanti sono la delimitazione dei confini e una equa ripartizione dei proventi petroliferi, ammettendo che su queste due questioni lo scontro è molto forte. Per questo Kiir ha fatto un appello alla Comunità Internazionale affinché vigili molto attentamente sul referendum e sul rispetto di quanto stabilito con il trattato di pace di Nairobi.

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