Islam moderato oppure Islam moderno? Quali differenze ci sono tra i due termini e come affronta la politica italiana questa distinzione fondamentale, ammesso che abbia capito la differenza che c’è tra il cosiddetto “Islam moderato” e l’islam moderno?

Non possiamo affrontare pragmaticamente il problema islamico se prima non decidiamo con che tipo di Islam vogliamo confrontarci. La stragrande maggioranza dei musulmani italiani e dei cosiddetti “progressisti” considera come Islam moderato quello che fa capo all’UCOII e quindi alla Fratellanza Musulmana. In pochissimi invece considerano l’Islam moderno, quello cioè laico e veramente progressista lontanissimo da quello rappresentato dall’UCOII tutto Corano e Sharia. Forse perché i musulmani moderni sono pochissimi mentre invece di cosiddetti “musulmani moderati” ce ne sono a migliaia e portano molti più voti.

In tal senso mi sembrano molto indicative le decisioni prese dal Partito Democratico a Milano nel scegliere di appoggiare una candidata che rappresenta (secondo loro) l’Islam moderato (Sumaya Abdel Qader) invece di sostenere una candidata che rappresentava l’Islam moderno (Maryan Ismail). E’ chiaro che nel caso del PD milanese la scelta è caduta sul cosiddetto Islam Moderato, che secondo me non esiste, invece che sul confronto con un Islam moderno e laico. Il motivo è abbastanza semplice: i musulmani non amano un islam moderno e laico come quello rappresentato da Maryan Ismail, ma preferiscono quello che i più “bravi e intelligenti” continuano a chiamare impropriamente Islam moderato anche se poi fa capo alla Fratellanza Musulmana che di moderato e moderno non ha proprio nulla, quell’Islam rappresentato appunto da Sumaya Abdel Qader.

Ma se è vero che a sinistra hanno scelto la Fratellanza Musulmana non mi sembra che a destra ci sia un comportamento “antagonista” magari con una scelta di apertura all’islam moderno. Al contrario, se si fa eccezione per il caso di Souad Sbai, a destra spingono anche quei pochi musulmani moderni verso la sinistra proprio perché non hanno ancora capito la differenza tra il cosiddetto “Islam moderato” e l’Islam moderno.

So benissimo che adesso farò incazzare parecchi amici intransigenti di quelli che “con l’islam non si tratta” ma siccome non è pensabile far finta di nulla e cioè che miliardi di abitanti sulla terra sono di fede musulmana e che volenti o nolenti con questa realtà ci dobbiamo confrontare/scontrare, meglio essere pragmatici e confrontarci con un Islam moderno piuttosto che un fasullo Islam moderato.

Su questa distinzione tra Islam moderno e Islam moderato vorrei insistere parecchio perché a volte l’essere ostile ad un fasullo Islam moderato lascia intendere che uno sia ostile all’Islam a prescindere. Invece non è così. A me personalmente, come credo a molte persone senzienti, non interessa a quale Dio ci si rivolga nelle proprie preghiere, a me interessa che a prescindere dal Dio che si prega ci sia rispetto per le altre religioni e soprattutto per quel pilastro che considero invalicabile che è la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. E siccome la Sharia si scontra frontalmente con la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani non è pensabile considerare “moderato” chi fa della legge islamica un bastione, un credo e una mezzo politico. Ed è qui che emerge la differenza tra il cosiddetto “Islam moderato” e l’islam moderno perché quest’ultimo mette in discussione quel pilastro islamico che è la Sharia e pur pregando Allah crede in una versione laica, tollerante e liberale dell’Islam.

Lo so, adesso qualcuno dirà che i musulmani moderni si contano sulle dita di una mano, vero, ma se quei pochi musulmani moderni (che poi non so se sono così pochi) vengono isolati anche da noi invece di essere aiutati, allora l’unica cosa che rimane è lo scontro religioso aperto che poi è proprio quello che vogliono gli estremisti.

1 Comment

  1. Elisabetta

    A me sembra che l’aggettivo “moderato” sia un controsenso riferito a una religione (qualcuno ha mai sentito parlare dell’ebraismo moderato, del cristianesimo moderato, del buddismo moderato o altre amenità?). Se ha senso usarlo riferito all’islam è perché implicitamente gli si riconosce una natura non religiosa in senso spirituale (e direi anche teologico, in cui avrebbe senso parlare di fondamentalismo ma non di moderazione…), ma ideologico-politica. Cosa che in effetti a mio avviso è corretta. L’Islam è un progetto politico totalitario totalmente illiberale e reazionario (non a caso ha un’importante legame con il nazismo), e di spirituale ha ben poco (a parte realtà come il sufismo che, però, oltre ad essere minoritarie, se non sbaglio, sono pure perseguitate).