Sono passati 16 anni da quell’11 settembre 2001 quando Osama Bin Laden diede ordine di iniziare la Jihad globale contro gli infedeli. E si, perché dopo 16 anni bisogna parlar chiaro almeno su questo aspetto e cioè non siamo stati noi a cominciare questa guerra.

Tutto quello che ne è seguito, dall’invasione dell’Afghanistan alla guerra in Iraq fino alle primavere arabe fallite miseramente, sono il frutto di quell’attacco devastante alla democrazia e non solo a quella americana.

Sono passati 16 anni e ancora in molti si rifiutano di pronunciare quelle due paroline tanto care all’Islam: guerra santa oppure, se proprio volete, guerra di religione. Eppure è questo che vuol dire Jihad, è questo a cui mirano i cosiddetti “estremisti musulmani”, sempre ammesso che si possa fare distinzione tra Islam moderato e Islam estremista.

Dopo 16 anni di guerra nei quali abbiamo visto un progressivo aumento degli attentati in occidente e un notevole aumento del pericolo, ancora ci sono persone che rifiutano l’idea di essere in guerra con l’Islam. Pensano che esista un Islam moderato con cui sia possibile trattare. Trattare poi di che? Trattare su cosa? Sulla nostra democrazia? Sui nostri valori? Cosa diavolo vuol dire “trattare con l’Islam”?

Già solo il fatto che si parla di “trattativa con l’Islam” vuol dire essere in guerra perché le trattative si fanno se c’è un conflitto, se ci sono contrasti. Non si è mai sentito di trattative con i buddisti o con gli ebrei. Come mai? Su cosa dobbiamo trattare con i musulmani?

Ed è proprio per questo che stiamo perdendo la guerra, quella guerra che hanno cominciato loro e non noi. Rifiutiamo di ammettere che la Jihad globale è una realtà e che il suo obiettivo siamo noi. Non puoi combattere se non ammetti di essere in guerra. Loro fanno attentati sanguinari e noi in due giorni non ce ne ricordiamo più, aspettiamo il prossimo, la prossima strage senza fare nulla, quasi rassegnati. Non solo vincono, vincono facile.

E siamo così fessi da considerare la Fratellanza Musulmana la controparte con cui “trattare”, di considerare questa confraternita estremista un interlocutore moderato.

Come possiamo combattere una guerra che non vediamo? Come si fa a non soccombere alla Jihad globale se non vediamo in essa un pericolo per noi e per i nostri figli? E se dopo 16 anni non lo abbiamo ancora capito temo che ormai non lo capiremo più.

1 Comment

  1. Pasqualino 7B

    Quali Figli!!! I migliori li abbiamo buttati nel cesso(con tutto il rispetto per le Leggi dello Stato). Di quelli rimasti…La meta’ s’ammazza sulle strade e con la droga, l’altra meta’ si fa i selfi. Non vorrei sembrare un pessimista ma secondo me vince l’Islam.-