Mercoledì prossimo sarà il grande giorno. L’Agenzia Atomica Internazionale (AIEA) presenterà il rapporto sulle attività nucleari iraniane e, a giudicare dalle anticipazioni, sarà esplosivo in quanto dimostrerà senza ombra di dubbio che Teheran porta avanti un programma nucleare militare.
Il rapporto AIEA

Il rapporto del MOSSAD
Il servizio segreto israeliano ha inviato nelle scorse settimane un accurato e dettagliato rapporto sia alle altre agenzie di intelligence occidentali che all’AIEA, nel quale si evidenzia (provandolo) che gli iraniani hanno messo a punto un piano dettagliato nei minimi particolari che prevede un conflitto con l’uso di armi nucleari. Il piano parte da una escalation locale con un attacco di Hezbollah a Israele al quale si prevede una massiccia risposta israeliana. La seconda fase del piano prevede un attacco anche dalla Siria con lancio di missili a lunga gittata dotati anche di testate chimiche sulle città israeliane. Ad una ancora più violenta risposta israeliana e al coinvolgimento nella guerra di Teheran, si passerebbe da parte iraniana al lancio di missili iraniani a lunga gittata armati con testate nucleari. Questo piano, di cui il Mossad è venuto in possesso e che potrebbe persino sembrare surreale, è previsto per la fine del 2012 il che fa supporre che per allora Teheran pensi di avere a disposizione testate nucleari e questo è forse il lato più interessante di tutta la faccenda in quanto indica che gli iraniani sono chiaramente molto vicini al raggiungimento del loro obbiettivo.
L’attacco israeliano alle centrali nucleari iraniane
Da molti giorni i giornali israeliani parlano di un imminente attacco aereo israeliano alle centrali nucleari iraniane. I piani sarebbero pronti e l’attacco sarebbe stato approvato dal Primo Ministro, dal Ministro delle Difesa e da quello degli Esteri, ma non dal resto dei ministri né dai vertici dei servizi segreti. Secondo alcuni analisti il Mossad e le altre agenzie di intelligence avrebbero pronto un piano alternativo per fermare il programma nucleare iraniano che non prevede un attacco aereo alle centrali il che equivarrebbe ad una dichiarazione di guerra. Un conflitto tra Israele e Iran avrebbe nelle scacchiere medio-orientale effetti devastanti perché è quasi certo che coinvolgerebbe anche il Libano, la Siria e la Striscia di Gaza da dove partirebbero attacchi contro Israele. Tuttavia i tempi necessari all’implementazione del piano alternativo al bombardamento dei siti nucleari richiede diverso tempo che a quante pare non ci sarebbe. Da qui l’insistenza del Premier israeliano per un attacco aereo che sarebbe supportato anche da Stati Uniti e Gran Bretagna.
Quante possibilità ci sono che un attacco aereo israeliano contro le centrali iraniane avvenga nel breve periodo?
Ogni giorno che passa questa eventualità si avvicina e di certo ad accelerare i preparativi contribuirà il rapporto che mercoledì prossimo l’AIEA renderà pubblico. In Israele sembra tutto pronto anche se ancora esistono dubbi sui fronti che si potrebbero aprire in questo momento. Alcuni esperti ritengono che in caso di attacco israeliano alle centrali atomiche iraniane solo Hezbollah potrebbe reagire mentre la Siria, con grossi problemi interni, e Hamas, con meno potenzialità belliche rispetto agli altri, potrebbero non dare problemi. Ecco perché in molti insistono che questo sarebbe il momento migliore per un attacco (soprattutto per il fatto che la Siria è in queste condizioni). I prossimi giorni saranno cruciali per il destino del Medio Oriente e le cancellerie occidentali stanno già valutando l’impatto di questo che sembra ormai essere un conflitto inevitabile.
Sarah F.