Se non riconosciamo che l’Islam invece di progredire verso la modernità sta progressivamente regredendo arrivando a posizioni medioevali, non possiamo pretendere di contrastare la sua deriva estremista. Su questo occorre essere chiari e non c’entra l’islamofobia o il razzismo, è una semplice verità.
In molte occasioni quando si critica l’Islam e quando si denunciano le stragi fatte nel nome del Profeta ci vengono rinfacciate le crociate, il colonialismo, le guerre per “esportare la democrazia” e tanto altro. In molti casi, come per le guerre in Afghanistan e in Iraq oppure per l’appoggio dato in Libia, chi critica ha ragioni da vendere, soprattutto perché non si è capito che il mondo arabo non è pronto alla democrazia, che oltretutto appare come un concetto astratto nel contesto islamico. Ma la tendenza a paragonare le stragi islamiche a quelle cristiane dei tempi delle crociate dimostra solo che l’Islam è rimasto a quei tempi e che tutti i piccoli passi avanti verso una naturale modernizzazione fatti nei decenni scorsi dal mondo islamico sono stati cancellati in pochi anni da una estremizzazione tipica di altri tempi. Chi ha viaggiato nei Paesi musulmani sia in passato che oggi sa esattamente quello di cui sto parlando. Non si può non notare una regressione repentina in luogo del naturale evolversi della civilizzazione. E chi non nota la regressione che sta avvenendo anche nelle generazioni di musulmani nati e cresciuti in occidente? Oggi in occidente sono i giovani musulmani ad essere i più fondamentalisti quando i loro genitori non lo erano affatto e, anzi, fuggivano proprio da quel fondamentalismo che li costringeva a una vita misera nei loro Paesi.
Oggi i giovani musulmani occidentali rifiutano il progresso e la democrazia, anzi, è proprio al progresso, alla democrazia e al laicismo dell’occidente che imputano le colpe di ogni male. Sono i giovani musulmani cresciuti in occidente a ritenere la Sharia, la legge islamica, come unica fonte di Diritto rifiutando le altre fonti di Diritto quali la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e la Convenzione Europea dei Diritti dell’uomo. E’ una deriva estremista a cui noi stiamo assistendo impassibili come se non ci riguardasse, come se questi milioni di musulmani non vivessero tra di noi.
E’ l’errore più grande che possiamo fare, rinunciare ai nostri ideali laici e democratici per non “interferire” o per non passare da islamofobi e razzisti. Il che è un paradosso perché quando mai è stato razzista difendere la laicità e la democrazia? Quando mai è stato razzista pretendere il rispetto dei Diritti Umani?
In questi giorni nei quali assistiamo impietriti ai sanguinosi attentati islamici in Europa e guardiamo impotenti alla violentissima repressione in Turchia perpetrata dai Fratelli Musulmani (l’Islam moderato secondo quelli bravi), un Paese che fino a ieri ambiva addirittura ad entrare in Europa, non siamo nemmeno in grado di individuare il nemico, coloro cioè che per loro scelta, non per la nostra, hanno scelto di combattere le nostre democrazie e i nostri ideali laici. Non siamo nemmeno in grado di pronunciare due semplici parole come “terrorismo islamico” forse credendo assurdamente che tutto questo ci salverà dall’essere colpiti. Eppure anche in Italia abbiamo cominciato a contare le vittime del terrorismo islamico.
Eppure la regressione al Medio Evo dell’Islam la vediamo tutti i giorni, tempestati come siamo di immagini raccapriccianti di decapitazioni, accoltellamenti e massacri in stile palestinese. Oggi l’Europa sta diventando una “grande Israele” sotto i nostri occhi. Da un lato agli europei sta bene così capiscono cosa vuol dire combattere per la propria esistenza contro il fondamentalismo islamico, dall’altro non si può accettare che la regressione dell’Islam contagi anche le democrazie occidentali.
Cosa serve? Onestamente non lo so. L’idea di cacciare tutti i musulmani è semplicemente demenziale. Ma anche continuare a negare l’evidenza lo è. Come lo è continuare a permettere a gente come i “moderni Fratelli Musulmani” di andare in TV a propagandare le loro medioevali idee o, peggio ancora, permettere a gente che basa la sua idea di vita sulla Sharia di entrare nelle nostre istituzioni. Ecco, credo che il primo passo da fare sia riconoscere il problema, riconoscere che con questa gente e con la loro mentalità non possiamo convivere, che non possiamo permettere che propagandino la Sharia come se niente fosse perché, come diceva qualcuno, la Sharia è un crimine contro l’umanità. Almeno partiamo da questo, partiamo dal minimo sindacale e cioè dal mettere al bando la legge islamica e lasciamo stare le ipotesi fantascientifiche di espulsioni di massa. Sarebbe già un importante passo avanti per portare il mondo islamico fuori dal Medio Evo dove si è volontariamente (ri)collocato.
La risposta è aberrante ma rifiutare questo sistema marcio è sacrosanto.
Non dovrebbe essere impedita solo la propaganda della sharia ma anche la taqqyia che continuamente praticano quando appaiono sui media. Cacciarli dall’Europa non è oggettivamente possibile, ma è evidente che occorrono leggi speciali antiterrorismo. E dovrebbe essere evidente soprattutto oggi, dopo il primo sacerdote sgozzato in Europa. La comunità musulmana va marcata stretta: per farlo però occorrerebbe una società, una politica e una magistratura compatte. Chiediamoci come mai, ad esempio, in Giappone i musulmani sono pochi e molto silenziosi, e non si permettono di violare gli spazi pubblici per la loro preghiera, nè tantomeno di imporre le loro leggi in interi quartieri, di pretendere il riconoscimento della poligamia e altro. Dobbiamo ammettere che oggi come oggi un buon musulmano osservante non è integrabile in una società occidentale. Non c’entra la democrazia, il rispetto dei diritti individuali, il pluralismo. Anzi c’entra nel senso che l’ideologia islamica non accetta nulla di tutto questo.