Nel 1938, dopo gli accordi di Monaco con la Germania di Hitler, Winston Churchill disse: “Potevamo scegliere tra il disonore e la guerra. Abbiamo scelto il disonore e avremo la guerra”. Questa notte abbiamo assistito alla riedizione degli accordi di Monaco in salsa iraniana.

accodo-nucleare-iranianoAlle tre della notte scorsa le grandi potenze del gruppo dei 5+1 (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia, Cina più la Germania) hanno raggiunto un accordo sul nucleare iraniano che sostanzialmente spalanca le porte alla nuclearizzazione del Medio Oriente.

I contenuti e tutti i dubbi sugli accordi li possiamo leggere su Rights Reporter, ma tolti gli “scintillii” e andando oltre le dichiarazioni di merito, non possiamo che essere preoccupati su quelle che potranno essere le evoluzioni in Medio Oriente.

Prima di tutto va detto che, a parte i firmatari degli accordi, nessuno si fida degli iraniani. Il Congresso americano ha duramente criticato la politica di Obama, in Francia e Germania gli unici contenti sono i businessman che potranno riprendere a fare affari con gli iraniani, in Gran Bretagna sono moltissimi i critici. La Russia potrà riprendere a vendere armi all’Iran mentre la Cina vedrà riaperto il mercato del petrolio iraniano. Tutto qua, perché per il resto il mondo, da quello arabo a quello occidentale, non può non preoccuparsi di questa incredibile accondiscenda verso gli Ayatollah.

L’Arabia Saudita ha già ordinato e pagato un intero arsenale atomico al Pakistan, gli altri Paesi del Golfo si accingono probabilmente a fare lo stesso. La Turchia, che da sempre ha mire nucleari, tirerà fuori dai cassetti il suo vecchio programma nucleare e lo attuerà senza più freni. E chi si stupirebbe se a questo punto anche Giordani ed Egitto in un futuro prossimo pensassero al nucleare? E’ vero, adesso non hanno soldi, ma per queste cose i soldi si trovano sempre, come dimostra il programma nucleare iraniano.

Ho l’impressione che l’accordo sul nucleare iraniano raggiunto questa notte sia come l’apertura del Vaso di Pandora, che abbia dato il via a una serie di reazioni a catena che non potranno che portare guai.

E poi c’è Israele. Netanyahu ha già detto che Israele non si sente vincolato da questo accordo e che farà di tutto per garantire la sicurezza della sua popolazione. Tradotto in parole povere vuol dire che non basterà questo accordo a far desistere Israele dal bombardare le centrali nucleari iraniane. E qui torniamo alle parole di Winston Churchill: abbiamo un accordo che invece di portare pace porterà guerra.

Questa notte il mondo ha assistito a un suicidio collettivo, come se la storia non avesse insegnato niente. Catherine Ashton, la Chamberlain in versione moderna, potrà essere contenta. Sono anni che lavora a una guerra sostenendo di lavorare per la pace. Probabilmente questa sarà la volta buona.

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