Accordo Vaticano Israele sullo status di Gerusalemme Est e sulla sua contestuale annessione a Israele? A sentire quello che dice Amira Hass dalle pagine di Haaretz sembrerebbe di si. La cosa avrebbe suscitato le ire della Autorità Nazionale Palestinese (ANP) e di tutto il mondo “pacifinto”, indignati per questo atteggiamento del Vaticano.

Ma andiamo con calma. Cosa ha scoperto e cosa fa blaterare tanto la “famosa” (sic) giornalista palestinese che afferma di essere israeliana (purtroppo sulla carta d’identità lo è)? Amira Hass ha scoperto che “il progetto di un accordo economico tra il Vaticano e Israele non contiene alcun preambolo sullo status di Gerusalemme Est e sui confini del 1967 che attribuiscono quella parte di città agli arabi”, il che per la giornalista di Haaretz equivale ad un esplicito riconoscimento dell’annessione di Gerusalemme Est da parte di Israele.

Ora, lungi da me difendere il Vaticano che con Israele non sempre si è comportato a modo mentre con i palestinesi ha sempre offerto l’altra guancia (e qualche milione di euro), però davvero questa volta la Hass ha esagerato. Cosa c’entra un preambolo dedicato allo status di Gerusalemme Est in un accordo di tipo commerciale? A meno che non si voglia deliberatamente spingere la Santa Sede ad assumere un atteggiamento ostile verso Israele, perché di questo si tratterebbe nel caso in cui il Vaticano chieda ad Israele di inserire un preambolo su Gerusalemme Est e sui confini del 67 negli accordi che i due Sati si apprestano a firmare.

E purtroppo credo che sia questo lo scopo della diabolica giornalista araba con passaporto israeliano: costringere il Vaticano  – attraverso una forte pressione mediatica – a chiedere ad Israele di inserire un preambolo sullo Status di Gerusalemme Est che rinneghi apertamente l’annessione di quella parte di città da parte israeliana. In sostanza, la Hass e Haaretz chiedono che il Vaticano pretenda da Israele di riconoscere i  confini del 1967.

E qualche risultato lo hanno già ottenuto. Il Vaticano, attraverso un suo rappresentante, avrebbe fatto sapere ad Haaretz che “non c’è nulla nell’accordo tra Vaticano e Israele che danneggi i Diritti dei palestinesi”, anche se si ammette che “un preambolo sullo status di Gerusalemme Est e sui confini del 1967 potrebbe essere opportuno”.

Da sempre Haaretz e diverse ONG israeliane e arabe contestano il fatto che negli accordi tra Vaticano e Israele firmati nel 1993 che di fatto hanno dato il via alle relazioni diplomatiche tra i due Stati e con i quali il Vaticano riconosce Israele, non siano stati introdotti capitoli che fanno riferimento ai confini del 1967. Ora tornano alla carica quando la “commissione bilaterale permanente Vaticano Israele” si appresta a trovare la soluzione ad alcuni problemi di carattere burocratico che avevano fino ad oggi bloccato la ratifica da parte di Israele del cosiddetto “Legal Personality Agreement”  con l’evidente obbiettivo di boicottarlo.

E in Vaticano cosa dicono? Secondo alcune autorevoli fonti «non è prevista l’introduzione di preamboli o appendici agli accordi con Israele che facciano riferimento a Gerusalemme Est o ai confini del 1967». Tradotto: non è interesse del Vaticano occuparsi di questioni interne a Israele. Amira Hass però sostiene che la comunità cristiana in Gerusalemme Est sarebbe in fermento perché “vorrebbe l’introduzione di un preambolo che attribuisca la parte est della Città santa alla Palestina o quantomeno lo status di città aperta”, fatto questo veramente difficile da credere visto che nella cosiddetta Palestina  i cristiani vengono fortemente discriminati quando non oppressi, mentre in Israele la libertà di culto è garantita a tutti.

Concludendo, siamo di fronte all’ennesimo tentativo di boicottare Israele anche se questa volta bisogna ammettere che gli odiatori (in questo caso Amira Hass, capobanda famosa in tutto il mondo pacifinto) hanno usato il fioretto, insomma, sono talmente raffinati che stanno cercando addirittura di condizionare il Vaticano a dimostrazione che la banda di odiatori si fa sempre più ambiziosa.

Sharon Levi