Adesso davvero non ci sono più dubbi: l’Iran vuole la bomba atomica. A dirlo non è più solo Israele e qualche analista occidentale ma è l’Agenzia Atomica Internazionale (IAEA) che con un rapporto diffuso ieri ha espresso “gravi preoccupazioni per le finalità militari del programma nucleare iraniano”.

Il rapporto parla chiaro: negli ultimi mesi l’Iran ha moltiplicato i suoi sforzi per la produzione di uraniano altamente arricchito. Gli ispettori dell’Agenzia Atomica Internazionale hanno individuato centinaia di centrifughe atte a questo scopo nelle centrali di Natanz e di Fordo mentre hanno segnalato una attività anomala nell’impianto sotterraneo sempre di Fordo. Non solo, gli ispettori hanno confermato ufficialmente che non gli è stato permesso di accedere alla base di Parchin dove si ritiene che Teheran detenga molto del materiale e delle attrezzature per la costruzione di ordigni nucleari. Il rapporto riferisce anche della “presa in giro iraniana” che da un lato parla di voler riprendere i colloqui sul nucleare ma dall’altro impedisce agli ispettori qualsiasi verifica. Per la prima volta in ambito IAEA si parla apertamente che Teheran voglia solo prendere tempo per raggiungere il “punto di non ritorno”.

A questo punto solo il Presidente afro-islamico USA, Barack Hussein Obama, nega l’evidenza dei fatti e pretende che Israele rimanga impassibile ad aspettare di vedersi sotto il tiro dei missili nucleari iraniani, cosa che chiaramente a Gerusalemme non hanno alcuna intenzione di fare.

Procedono quindi a ritmo serrato i preparativi per colpire le centrali nucleari iraniane, unico mezzo rimasto per impedire agli Ayatollah di arrivare alla bomba atomica. A Gerusalemme si continuano a studiare tutti i possibile scenari. Intanto ieri è arrivata la buona notizia che la Giordania a posizionato alcune batterie di missili anti-missile Patriot per sventare eventuali lanci dalla Siria. La scelta del Re di Giordania è arrivata dopo una lunga trattativa tra inviati del Governo israeliano e esponenti di spicco giordani ed è volta a salvaguardare anche la sicurezza della Giordania. Batterie anti-missile sono state posizionate anche in Azerbaijan, alleato strategico di Israele e possibile punto di partenza dei raid aerei. Teheran nei giorni scorsi ha minacciato pesantemente di ritorsioni il piccolo Stato del Caucaso nel caso in cui fornisca le sue basi ai caccia israeliani. Da mesi in Azerbaijan si combatte una guerra sporca e sotterranea tra le intelligence iraniana e israeliana. Secondo alcuni rapporti nel piccolo Stato del Caucaso sarebbero entrati centinaia di uomini bomba iraniani pronti a colpire personale e strutture israeliane.

A Washington, il portavoce del Dipartimento di Stato, Mark Toner, ha rifiutato categoricamente di commentare il rapporto diffuso ieri dalla IAEA a conferma che l’amministrazione americana è il punto debole di tutto questo meccanismo. Barack Hussein Obama punta ancora sulla politica della mano tesa con gli Ayatollah. Mai visto un Presidente USA così molle.

Sarah F.

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