Caso Ruby: una occasione storica per cambiare veramente le cose

Che dire di questa Italia ormai ridotta ad essere lo zimbello di tutto il mondo? Non voglio commentare la notizia arrivata oggi del rinvio a giudizio di Berlusconi per abuso di potere (da noi si chiama concussione ma il concetto è lo stesso) e prostituzione femminile. Non sono sicuramente i reati più gravi commessi dal Premier italiano e non saranno gli ultimi. A me interessa quello che avviene intorno a noi e quello che avverrà in futuro mentre tutti sembrano essere ubriachi di Ruby.

Il Maghreb sta implodendo e decine di migliaia di disperati spingono alle nostre porte. L’Egitto è crollato, la Giordania è in bilico. In Iran sono riprese le proteste e conseguentemente le durissime repressioni. Il mondo arabo è in subbuglio mentre persino Gheddafi torna a tuonare sulla guerra santa. L’Europa è bloccata da una crisi senza precedenti e non riesce a trovare una linea politica comune. In tutto questo macello noi italiani stiamo dietro al “caso Ruby” e alle sue conseguenze.

E’ chiaro che in noi ci sia qualcosa che non vada. Capisco quelli che dicono che quel qualcosa si chiama Berlusconi, indubbiamente è un problema serio, ma dirlo oggi è un po’ come chiudere la stalla quando i buoi sono usciti. Non posso infatti dimenticare che se oggi Berlusconi è quello che è, lo dobbiamo anche alla sinistra che quando è stata al Governo non ha fatto uno straccio di legge per limitarne il potere. Hanno vinto le elezioni per due volte con Prodi promettendo agli italiani una legge sul conflitto di interessi, ma una volta al potere non l’hanno nemmeno scarabocchiata invece che scriverla. E oggi cosa cambia rispetto a tre/quattro anni fa?

Intendiamoci, sono dell’idea che chiunque sia meglio di questo Berlusconi, ma pensiamo un attimo anche a quelle che sono le colpe delle opposizioni prima di andare a chiedere nuove elezioni senza cambiare niente, senza fare una nuova legge elettorale che restituisca veramente la sovranità del voto al popolo e, soprattutto, senza implementare una buona legge sul conflitto di interessi come ce ne sono in tutte le maggiori democrazie mondiali. La storia ci ha insegnato che chiunque abbia governato  con queste regole ha fatto un macello.

Vogliamo che il Premier si dimetta? OK, ma democratizziamo l’Italia e la politica italiana prima di riandare alle elezioni, altrimenti tra cinque mesi ci troveremo esattamente nella stessa posizione in cui ci troviamo oggi, zimbelli di tutto il mondo senza avere nessuna via di uscita. Il caso Ruby sarà anche un elemento di vergogna per l’Italia ma può trasformarsi in una storica occasione per cambiare veramente le cose. Il problema è uno solo: lo vogliono i nostri politici?

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