Negli ultimi dieci anni l’Italia è passata dall’inseguimento ai numeri della Germania al paragone con la Grecia e il Portogallo con una retrocessione de facto del proprio peso economico di molti punti, sia a livello europeo che mondiale. Negli ultimi anni il nostro Paese, tra i paesi fondatori della UE, è stato escluso sistematicamente da tutti i ponti di comando dell’Unione Europea con gravissime ripercussioni sull’economia reale.

Se noi analizziamo dati di questo genere (e io ne ho elencati pochissimi) si può capire con chiarezza che l’Italia da dieci anni è in una fase regressiva che negli ultimi mesi si è fatta pesantissima e che ci sta gettando nel baratro dei Paesi che si fanno trainare economicamente dagli altri. Da Paese trainante a Paese trainato nel volgere di un decennio.

Il fattore economico è solo uno dei punti che fanno dell’Italia un Paese anormale, quasi fuori dall’Europa e senza più alcun peso politico a livello internazionale.  L’altro punto importante, da cui l’economia dipende in gran parte, è il fattore politico. Senza una politica forte e stabile qualsiasi Paese al mondo è destinato a cadere nel vortice recessivo, sia in termini economici che in termini di Diritto. Non è un caso che anche la recessione dei Diritti fondamentali in Italia sia esplosa in questi ultimi anni. Un Paese moderno senza una politica adeguata è destinato immancabilmente a recedere sotto tutti gli aspetti.

E qui arriviamo al punto. Assistere a quello che sta accadendo politicamente in Italia per chi come noi si interessa di Diritto e di Diritti dei cittadini italiani, è un vero e proprio calvario. Non voglio fare distinzioni perché, come quando finisce un matrimonio, non si può e non si deve attribuire la colpa ad una sola parte, le colpe sono sempre di tutte le parti, ma è indubbio che questa situazione sta bloccando il Paese.

Noi, nel nostro piccolo, questo blocco della politica lo vediamo ogni giorno con l’impossibilità di cooperare con le istituzioni per la salvaguardia dei Diritti. Non sappiamo più a chi rivolgere le nostre istanze. Non troviamo, da parte istituzionale, quell’attenzione che invece certi problemi meriterebbero. I Ministeri sono letteralmente bloccati. Il Parlamento non legifera. Negli uffici delle istituzioni i dipendenti non sanno come rispondere alle nostre istanze perché si è letteralmente rotta la catena di comando, che poi porta sempre alla politica. In questo contesto la Politica italiana continua ad autodistruggersi trascinando con se tutto il Paese.

A prescindere dalle lotte e dalle ideologie politiche, è una situazione che non può più andare avanti così. C’è bisogno urgente di una presa di coscienza di tutta la politica italiana. C’è bisogno che la politica torni a interessarsi degli italiani. Insomma, c’è urgente bisogno che la politica torni a fare la politica. Se a impedire che questo avvenga sono unicamente le questioni personali del Primo Ministro, Silvio Berlusconi, è necessario che le istituzioni trovino la via per superare questo impasse, in qualsiasi modo e con urgenza. L’Italia non può permettersi il lusso di continuare altri mesi senza una politica degna di questo nome. Non ci interessano le prese di posizione politica dell’una o dell’altra parte. A noi interessa unicamente che l’Italia torni in fretta a essere un paese normale, democratico e rispettoso del Diritto. Il mondo intorno a noi sta implodendo e rimanere ancora a lungo in questa situazione farà sprofondare ulteriormente il nostro Paese nell’abisso del sottosviluppo, economico e democratico.

Franco Londei

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