Oggi il Presidente iraniano, Hassan Rouhani, arriva in Italia e fioccano le divisioni tra i favorevoli e i contrari a questa visita. Alcuni fanno notare come sia poco delicato ospitare in Italia chi nega l’olocausto proprio a ridosso della Giornata della Memoria, altri fanno notare come da quando il “moderato” Rouhani è salito al potere le condanne a morte e gli abusi dei Diritti in Iran si sono moltiplicati e chiedono che il Governo italiano ponga condizioni al regime iraniano per fare affari.

Sotto certi aspetti è preferibile chi dice apertamente che dei Diritti Umani non gliene importa nulla, che se l’Iran vuole distruggere Israele sono affari di Gerusalemme e va dritto per fare affari con Teheran, piuttosto che questi ipocriti come il (dis)onorevole Manlio Di Stefano che per mera ideologia anti-americana e anti-israeliana fa finta di non sapere queste cose. Ma il massimo della ipocrisia il (dis)onorevole Manlio Di Stefano la raggiunge quando parla (insieme a chi lo intervista per IRIB) della collaborazione del Governo Italiano con quello iraniano nella lotta al traffico di droga. Bene, bella iniziativa, peccato che proprio il più importante gruppo terroristico finanziato, sostenuto e armato da Teheran, Hezbollah, sia uno dei maggiori trafficanti di droga del mondo. Un po’ come fare un accordo con Totò Riina per combattere la mafia. Come la mettiamo (dis)onorevole Di Stefano? Se non sa nemmeno questo, cosa ci sta a fare in Commissione Esteri della Camera?
Scritto da Bianca B.
