Franco Londei

Politicamente non schierato. Sostengo chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia

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3 Comments

  • E’ difficile valutare le capacità di risposta militare dell’Italia se non si hanno sufficienti informazioni sulla nostra capacità operativa rispetto a degli obiettivi che vanno precisati nel dettaglio.
    Non sono in possesso di questo tipo di informazioni, che tra l’altro vanno collegate al budget spendibile attualmente nella difesa in tempi di vacche magre.
    Tuttavia mi sembra evidente che nel nostro paese nessun governo deciderà mai un intervento militare diretto in zone problematiche e ad alto rischio terroristico e militare che – data la vicinanza- potrebbe investire anche il territorio nazionale.
    Qui si litiga con il massimo dell’energia sulla scelta del Presidente della Repubblica, una questione interna, che non ha certo rilevanza paragonabile a quella di un impegno militare in Libia, che potrebbe avere ricadute di guerra all’interno dei confini nazionali.
    L’unica nostra politica estera é quella di accodarci alle scelte – giuste o sbagliate – di chi è più grande di noi.
    Anche la nostra tradizionale scelta europeistica – per quanto sensata- ha comunque avuto origine dalla nostra debolezza e dalla percezione di questa debolezza.
    L’Italia non può essere chiamata ad impegni rischiosi perché non ha la stoffa per questi impegni.
    Il che significa che il nostro paese non ha capacità di autodifesa.
    Non si é mai difeso in questi anni neanche con seri provvedimenti di espulsione, la cui procedura si basava sulla semplice consegna di un foglio di carta all’individuo da espellere.
    Attualmente forse la procedura é cambiata, ma riguarda un numero infimo di individui.
    Abbiamo un numero crescente di detenuti che in carcere si convertono alla guerra santa:
    il che significa che non siamo in grado di difenderci neppure dagli individui che stanno in galera e che in galera fanno il bello e il cattivo tempo.
    Per di più abbiamo un tale grado di «coesione interna» e di chiarezza sugli obiettivi di ordine pubblico da farci ritenere un successo l’ avere lasciato mettere a ferro e a fuoco il centro di Cremona da parte dei centri sociali, che bontà loro si sono limitati per fortuna ad incendiare alcune automobili e distruggere qualche vetrina.
    Sono troppo disfattista?

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