Franco Londei

Politicamente non schierato. Sostengo chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia

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2 Comments

  • La farsa degli innumerevoli incontri per la pace, stanno miseramente fallendo, com’era già evidente sin dall’inizio. Il mancato premio Nobel per la pace Kerry, si è trovato davanti agli occhi la verità palestinese: quella di non voler riconoscere Israele come Stato. Stato ebraico o Stato di Israele non fa differenza, l’importante per loro e’ fare la pace con quelli che odiano Israele. Evviva!

  • Tutto ciò dimostra quanto fossero balle enormi quelle raccontate da Peres, Rabin e il resto dei pacifinti, quando 20 anni fa sbandieravano un mai avvenuto riconoscimento dello Stato d’Israele come la base degli Accordi di Oslo. Solo due giorni dopo la firma al Rose Garden della Casa Bianca Arafat era stato registrato a Johannesburg mentre spiegava ai suoi seguaci che gli Accordi di Oslo non erano che un trucco, come quello di Maometto con le tribú di Mecca, per poi attaccare il nemico da posizioni piú favorevoli e sconfiggerli. La maggioranza degli ebrei d’Israele l’aveva chiaramente capito e infatti era contraria, come dimostrarono non solo l’assenza di una maggioranza ebraica alla Knesset (l’accordo passò per soli due voti e solo grazie ai dieci parlamentari arabi antisionisti e a due, Segev e Goldfarb, eletti nelle liste di Tzomet, partito di destra, che era assolutamente contrario, ma i cui due voti favorevoli necessari a far passare tale schifo furono comprati dai laburisti di Peres e Rabin con auto e posti ministeriali; entrambi codesti individui poi finirono in galera con condanne di parecchi anni per spaccio di droga!). La contrarietà popolare la dimostrarono anche le piú grandi manifestazioni mai avvenute in Israele (tenute sotto silenzio dai media che spingevano e propagandavano la farsa osloide), come quella che vide manifestare nel Dicembre 1993 oltre 400.000 persone, reali stavolta, a Gerusalemme, con lo slogan “non date loro fucili”, a dimostrazione anche del fatto che era tutt’altro che imprevedibile, anzi era certo, che li avrebbero usati contro gli ebrei, come cominciarono a fare subito. Nei primi dodici anni successivi agli Accordi di Oslo, 1994-2005, furono assassinati, feriti e menomanti dagli arabi piú ebrei in Israele di quanti lo erano stati nei quarantacinque anni precedenti dello Stato d’Israele, 1948-1993.

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