A tutti coloro che vorrebbero l’ingresso della Turchia in Europa, a tutti coloro che ritengono la Turchia uno Stato democratico, a tutti coloro che amano la Turchia solo perché di recente si è elevata al rango di difensore dei Diritti del popolo palestinese o, come dice Erdogan, di tutti i popoli oppressi, aprite gli occhi e guardate cosa sta facendo la Turchia al popolo kurdo e ai difensori dei Diritti Umani kurdi.

Il prossimo 18 ottobre a Diyarbakir prende il via il più grande processo di massa contro 151 attivisti dei Diritti Umani e politici kurdi che la storia moderna della Turchia ricordi. I primi a essere arrestati perché colpevoli di essere kurdi sono stati sono stati 80 membri del Partito della Pace e della Democrazia (BDP o Barış ve Demokrasi Partisi) nonché difensori dei Diritti Umani e membri di ONG, arrestati il 20 dicembre 2009. Da quel giorno gli arresti di attivisti dei Diritti Umani, membri di ONG e di politici kurdi si sono susseguiti in tutta la Turchia nel più assoluto silenzio della comunità internazionale. Ad oggi sono 1500 i politici e attivisti kurdi detenuti nelle carceri turche. Di questi, come detto, 151 verranno processati il prossimo 18 ottobre e rischiano durissime pene detentive perché accusati di far parte del PKK. In effetti tutte le persone sotto processo fanno parte del Partito della Pace e della Democrazia, un partito pacifista turco che si batte con mezzi pacifici per il rispetto dei Diritti negati al popolo kurdo dalla Turchia, ma anche dell’Associazione dei diritti umani di Turchia(IHD) e del Congresso della Società Democratica (DTK). Niente a che fare con il PKK o con il terrorismo. Ma questo alle autorità turche non basta, loro vogliono la cancellazione del popolo kurdo e per farlo partono proprio dall’elite politica e intellettuale kurda.

Per questo motivo chiediamo di accendere la luce su questo processo affinché non si svolga nel silenzio più assoluto come è successo in passato per altri processi simili in Turchia. Chiediamo che l’Unione Europea e le Nazioni Unite inviino degli osservatori internazionali che vigilino su questo processo che ha tutta l’aria di essere una farsa studiata a tavolino per decapitare l’elite kurda. Di seguito i nomi degli attivisti kurdi più importanti sotto processo:

Muharrem Erbey: Avvocato, vice presidente e presidente della sezione dell’Associazione dei Diritti Umani (IHD).Dopo la detenzione la polizia ha perquisito la sede della sezione di Diyarbakir  dell’Associazione dei Diritti Umani con la speranza di trovare maggiori “prove”. In aggiunta alla perquisizione illegale,alla ricerca e confisca nell’ufficio, che non avevano relazione con l’indagine, era scandalosa da un punto di vista giuridico. La sezione di Diyarbakir dell’Associazione dei diritti umani non era stata mai perquisita nemmeno durante gli anni dello stato di emergenza. L’unica attività di Muharrem Erbey è stata quella di difensore dei diritti umani.

Hatip Dicle: Co-Presidente del Congresso della Società Democratica era stato arrestato mentre era membro del Parlamento e incarcerato per 10 anni.

Firat Anli: Ex presidente del DTP ad Amed (Diyarbakir).E’ stato sindaco di Yenisehir da 2004 al 2009 ed era candidato alla posizione di sindaco di Cewlik alle ultime elezioni.

Abdullah Demirbas: Sindaco di Sur. E’ stato rimosso dall’incarico per aver sostenuto un’amministrazione multilingua, ma è stato rimesso al potere dalla gente nelle elezioni del 2009. Ha problemi di salute che rendono la detenzione senza il controllo di un medico una minaccia al suo benessere. Dopo una campagna internazionale di protesta la pubblica accusa lo ha rilasciato.

Aydin Budak: Sindaco di Cizre e come Demirbas è stato rimosso dal potere dallo stato turco e rieletto dalla gente.

Zulkuf Karatekin: Sindaco di Kayapinar, al suo secondo mandato.

Nejdet Atalay: Sindaco di Batman,ha vinto con un ampia maggioranza.

Ferhan Turk: Sindaco di Kiziltepe.Ha trascorso anni nel noto carcere di Diyarbakir e ha sentito la forza del colpo di stato del 1980.E’ in carcere per la seconda volta.

Leyla Guven: Sindaco di Viransehir. E’ stata precedentemente amministratrice locale e ha preso attivamente parte al movimento della libertà delle donne. E’ anche membro del Consiglio Europeo delle Regioni e delle Municipalità (CEMR).

Şeyhmuz Bayhan: Presidente del Consiglio provinciale di Diyarbakir e membro  del Consiglio Europeo delle Regioni e delle Municipalità (CEMR).

Etem Sahin: Sindaco di Suruc che ha vinto le elezioni locali con una vittoria schiacciante e ha cambiato aspetto alla città.

Demir Çelik: Ex presidente del BDP e Vice Co-presidente del BDP; Nurettin Demirtas: Ex Presidente del BDP; Kamuran Yüksek:  Ex vice-Presidente del DTP; Mustafa Sarıkaya:  vice-Presidente del DTP; Selma Irmak: ex vice-Presidente del DTP; Bayram Altun: Ex vice-Presidente del DTP; Mazlum Tekdag: Ex membro del Comitato esecutivo del DTP; Osman Baydemir: Sindaco della Municipalita’ Metropolitana di Diyarbakir; Songül Erol Abdil: Ex sindaco di Tunceli (Dersim); Yurdusev Özsökmenler: Ex sindaco della Municipalità di Diyarbakir e membro delle commissione autorità locali del DTP; Mehmet Abbasoğlu: Ex presidente del DEHAP e membro commissione autorità locali del DTP; Huseyin Kalkan:  Ex sindaco di Batman; Emrullah Cin: Ex sindaco di Viransehir; Abdullah Akengin: Ex sindaco di Dicle; Kazim Kurt: Ex sindaco di Hakkari; Nadir Bingol: Ex sindaco di Ergani;  Ali Simsek: Vice sindaco della Municipalità Metropolitana di Diyarbakir; Yasar Sari: Segretario Generale del DISK (Consorzio Pubblico Acqua); Ferzende Abi:  Presidente della Sezione di Van di MEYADER (Associazione della Mesopotamia di chi ha perso i propri parenti); Besime Konca: Portavoce dell’Assemblea delle donne del DTP; Fethi Suvari: Coordinatore di Local Agenda 21

Sotto processo tra gli altri i sindaci: Selim Sadak (Siirt), Necdet Atalay (Batman), Ferhan Türk (Kızıltepe), Aydın Budak (Cizre), Abdullah Demirbaş (Sur), Zülküf Karatekin (Kayapınar), Yüksel Baran (Bağlar), Ahmet Cengiz (Çınar), Leyla Güven (Viranşehir), Ethem Şahin (Suruç).

3 Comments

  1. Come volevasi dimostrare la Storia, si ripete….
    Mentre l’europa si masturba la mente, il piccolo Hitler iraniano e il suo lecchino turco,
    ci stanno fottendo.
    Che Dio ci protegga.
    Bye SilverSurfer

  2. Antonella

    basta vedere cosa accade oggi in Libano. Sembra di essere a Teheran. Mi sembra di aver capito (ma non ne sono sicura) che domani arriverà anche il leader turco Erdogan per un summit con Ahmadinejad, Hariri, il capo di Hezbollah e il presidente siriano Assad. Pensate un po’ che razza di summit

  3. Quattro righe per spiegare alla carlona cosa succede in Turchia: Erdogan vuole assurgere in breve tempo a potenza politica-economica-culturale in Medio Oriente. Vedendo la debolezza politica dello stato più ricco in Asia, l’Arabia Saudita, vuole ritornare ai vecchi fasti dell’Impero Ottomano.
    Ci riuscirà facilmente e questo lo ha fatto vedere abiurando gli accordi economici-militari con Israele, e aiutando l’Iran ad arricchire l’uranio per fini militari, altro che pacifici!
    Ricordatevi che non ci sarà mai nessuna pietà da parte loro, gli islamici, verso Israele.
    A buon intenditor, poche parole!