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Iran alleato di Al Qaeda, ci sono le prove

Il Dipartimento del Tesoro USA ha diffuso ieri i nomi di sei importanti membri di Al Qaeda che stanno operando in Iran con il beneplacido delle autorità di Teheran. Secondo il Dipartimento USA i sei terroristi avrebbero un “accordo segreto per incanalare denaro in Iran per poi ridistribuirlo alle cellule che operano in Iraq, Afghanistan e Pakistan”.

Secondo l’Amministrazione USA a capo di questa cellula di Al Qaeda ci sarebbe Abdel Aziz Khalil, alias Yasin al-Sura, importante membro operativo di Al Qaeda che da diversi anni (dal 2005) opera a Teheran alla luce del sole e con il consenso del regime iraniano. Alla base ci sarebbe un accordo segreto di cooperazione tra Al Qaeda e il regime iraniano per muovere denaro e uomini attraverso l’Iran. I miliziani di Al Qaeda provenienti da tutto il mondo ma in  particolare dal Medio Oriente, avrebbero usato da anni il territorio iraniano come “porto sicuro” e come “base di addestramento”. Non solo, tutti i cospicui finanziamenti diretti al gruppo terrorista globale passerebbero per banche iraniane attraverso una rete di ditte false costituite a questo scopo sia in territorio iraniano che in altri stati (Emirati Arabi Uniti). L’obbiettivo è quello di aggirare i rigidi controlli internazionali sul flusso di denaro ai gruppi terroristi e, in seconda battuta, di consentire all’Iran di eludere l’embargo al quale è sottoposto il regime iraniano.

Non solo, anche buona parte dell’oppio prodotto in Afghanistan il quale finanzia abbondantemente i Talebani, passerebbe per il territorio iraniano nonostante, ufficialmente, il regime iraniano sostenga di combattere il traffico di droga. In effetti gli iraniani ogni tanto fermano (e impiccano) qualche contrabbandiere di oppio, ma sono pesci piccoli che operano in maniera indipendente e fuori dall’accordo tra Iran ed Al Qaeda. Il grosso dell’oppio passa senza alcun problema diretto ai punti di raffinazione.

Insieme ad Abdel Aziz Khalil, operano in Iran altri cinque importanti membri di Al Qaeda che sono Atiyah Abd al-Rahman, co-fondatore della rete del terrore insieme a Bin Laden e responsabile per il gruppo terrorista dei rapporti con l’Iran, e poi Umid Muhammadi, Salim Hasan Khalifa Rashid al-Kuwari, Abdallah Ghanim Mafuz Muslim al-Khawar e Ali Hasan Ali al-Ajmi, tutti membri di spicco di Al Qaeda e individuati con certezza in Iran.

Teheran, naturalmente, ha negato con fermezza qualsiasi coinvolgimento con la rete terrorista globale, ma le prove raccolte dal Dipartimento di Stati USA sono schiaccianti e non lasciano adito a dubbi. Per questo sono stati intensificati i controlli su quelle ditte americane e non che operano in Iran e negli Emirati Arabi Uniti dove un particolare sistema per la costituzione di ditte offshore denominato Free Rak Zone permette alle ditte costruttrici di armi di eludere l’embargo contro l’Iran senza particolari problemi attraverso aziende costituite ad hoc per questo motivo.

Sharon Levi