Islam contro cristianesimo: una guerra persa in partenza

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Ieri abbiamo appreso dell’ennesima strage di cristiani in Pakistan. Due kamikaze si sono fatti esplodere in una chiesa di Peshawar uccidendo oltre 80 persone e ferendone centinaia. E’ uno dei massacri di cristiani più grandi degli ultimi anni, forse il più grande.

In questi giorni si susseguono le notizie di attacchi islamici contro i cristiani, dalla Siria al Kenya dove i terroristi hanno fatto uscire tutti i musulmani, dalla Nigeria all’attentato di Peshawar. Difficile dire che l’Islam non sia in guerra con il cristianesimo. Eppure in occidente si tace o al massima si minimizza, si parla di atti sporadici. Provate a pensare che risalto avrebbe un atto a fattori invertiti, se cioè un gruppo cristiano mettesse una bomba in una moschea e uccidesse 80 musulmani. Succederebbe letteralmente il finimondo e ci troveremmo sommersi di minacce e atti di vendetta.

E questo che fa la differenza tra Islam e cristianesimo ed è questo che ci farà perdere questa guerra. Noi cristiani continuiamo a porgere l’altra guancia, abbiamo un Papa, bravissimo e che ammiro tanto, che parla di coabitazione tra islam e cristianesimo mentre loro, gli islamici, continuano imperterriti nei massacri. Noi parliamo d’amore e di convivenza, loro sparano e ammazzano. E’ troppo differente l’approccio per pensare che si possa in qualche modo contrastare la violenza islamica. Con questa mentalità è una guerra persa in partenza.

E adesso qualche buonista dirà: e cosa vuoi fare Londei, combatterli? Vuoi scatenare una guerra santa? Cari buonisti, SI, bisogna combatterli, bisogna rendersi conto che non è allarmismo sostenere che l’Islam è in guerra con il cristianesimo e non il contrario, che non si può ignorare che nel mondo ci sono centinaia di migliaia di cristiani che non possono professare la loro fede senza rischiare la vita, che se noi ne tocchiamo uno solo di loro ci scatenano addosso tutta la loro rabbia mentre noi siamo silenti di fronte a immani massacri, che a noi basta fare una vignetta sul Profeta per rischiare di essere sgozzati per strada. E il Papa, bontà sua, parla di pacifica convivenza.

Se non cambiamo il nostro atteggiamento verso questi prepotenti lasceremo ai nostri figli un mondo dove non saranno in grado di professare la loro fede, qualsiasi essa sia, gli lasceremo un mondo in mano di prepotenti violenti che vorranno imporre la loro ideologia. Quindi SI, occorre combatterli iniziando dal non rimanere più impassibili di fronte a queste stragi, parlare con forza, impedire che si impadroniscano delle nostre città , che ci impongano la loro ideologia limitando la nostra. E per farlo serve partire dai piccoli fatti, dal crocefisso al muro delle scuole, dalla dieta nelle mense delle scuole, dal pretendere da loro lo stesso rispetto che loro pretendono da noi, altrimenti davvero la guerra sarà persa in partenza e a farne le spese saranno i nostri figli.