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Israele: il nemico allevato in seno. Una lezione di civiltà a odiatori e boicottatori

Israele: leggevo solo ieri sera l’ennesimo articolo spazzatura di Gideon Levy su Haaretz nel quale l’odiatore israeliano più famoso (insieme ad Amira Hass, altra firma di Haaretz) inveiva contro i suoi connazionali accusandoli di razzismo e di apartheid.

Evito deliberatamente di entrare nel merito di quanto scritto da Gideon Levy perché, a mio avviso, non merita nemmeno di essere commentato tanto sprizza odio da ogni singola lettera e perché distorce completamente la verità e non merita nemmeno di essere citato. Quello che invece mi preme capire è il perché Israele venga odiato così tanto nonostante sia l’unica democrazia reale in Medio Oriente e nonostante gli stessi arabi che abitano in Israele (ma non solo) non vogliono sentir parlare di doversi trasferire in un eventuale nuovo Stato palestinese.

Per cercare di capire voglio partire da uno spunto personale. Devo molto alla ricerca israeliana sulla Sclerosi Multipla, una ricerca di cui posso giovarmi gratuitamente e, come me, tantissimi altri tra i quali un numero indefinito di arabi e degli stessi odiatori che magari chiamano al boicottaggio dei prodotti israeliani. Ho visto con i miei occhi al Sheba Medical Center curare pazienti arabi tra i quali anche adulti e bambini provenienti da Gaza. Ho sentito con i miei orecchi un paziente europeo ringraziare la ricerca israeliana un attimo prima e parlare male di Israele un attimo dopo condividendo con passione l’idea del boicottaggio dei prodotti israeliani. Sono cose che non capisco, incoerenti. Se vuoi boicottare i prodotti israeliani per una tua ideologia lo devi fare totalmente, non accettare quello che grazie alla ricerca israeliana ti salva la vita e boicottare quello che non ti serve. Che dire poi degli arabi a cui la ricerca israeliana salva la vita quotidianamente e che, una volta tornati a casa sani e robusti imbracciano il fucile e fabbricano bombe per ammazzare israeliani?

Ne parlavo qualche giorno fa con Michael Sfaradi e gli dicevo di quanto fossi rimasto sorpreso nel vedere arabi e odiatori approfittare delle cure israeliane e di come i medici e il personale infermieristico  israeliano li trattassero esattamente come tutti gli altri se non addirittura meglio (forse per una recondita paura di essere etichettati come dei discriminatori). Persino il fratello di Ismail Haniyeh, leader di Hamas a Gaza, è stato ricoverato e curato in Israele e se oggi è vivo lo deve alla ricerca israeliana.

E allora mi chiedo: come si può odiare un popolo così? Come si può, pur essendo israeliano (è il caso di Gideon Levy) odiare a morte i propri connazionali? Se io dovessi dare ascolto al mio istinto non curerei mai chi mi vuole morto, invece gli israeliani lo fanno. E’ come se allevassero una serpe in seno, il nemico in casa. Questa è una delle poche cose che non capisco della mentalità israeliana pur apprezzandola infinitamente.

In tutto il mondo milioni di persone stanno approfittando della tecnologia e della ricerca israeliana per le peggiori malattie. Il sottoscritto è tra questi ma come me lo stanno facendo centinaia di migliaia di arabi e di odiatori che magari hanno qualche malato in casa (genitori, figli, mariti, mogli ecc. ecc.) e che mentre scrivono al computer frasi straboccanti di odio verso Israele nello stesso istante un loro congiunto respira grazie a Israele. Queste persone, false, ingrate e ipocrite, devono solo ringraziare DIO che gli israeliani non la pensino come me. Io non salverei mai la vita a chi mi vuole morto e gli odiatori e i pacivendoli se fossero minimamente coerenti non sfrutterebbero le medicine e la ricerca israeliana per salvarsi la vita o per salvare quella di un loro congiunto. Ma si sa, questa gente è tutto fuorché coerente, è tutto fuorché sincera. L’ipocrisia pacivendola regna sovrana quando si parla di Israele.

Franco Londei