E’ stata una visita storica quella del Presidente sud-sudanese, Salva Kiir, in Israele, la prima dopo la separazione del Sud Sudan da Khartoum. Kiir, a dimostrazione dell’importanza del viaggio, era accompagnato dal Ministro degli Esteri e da quello della Difesa.

Nel suo primo viaggio in Israele, volto a rafforzare la partnership tra lo Stato cristiano e quello ebraico, Salva Kiir ha incontrato il Presidente Shimon Perez, il Primo ministro Binyamin Netanyahu, il ministro della Difesa Ehud Barak e il ministro degli Esteri Avigdor Lieberman.

«Israele ha sempre sostenuto il Sud Sudan, da tempo immemorabile – ci ha detto Salva Kiir – e anche ora che la situazione è molto delicata, sia per noi che per loro, possiamo sempre contare sull’appoggio incondizionato di Gerusalemme». Anche i sud-sudanesi lo sanno quello che ha fatto Israele per aiutarli nella lunghissima guerra con il nord Sudan arabo e musulmano. A nessuno è sfuggito infatti che durante la festa per l’indipendenza del Sud Sudan a sventolare accanto alle bandiere del Sud Sudan ci fossero le bandiere israeliane.

L’alleanza storica tra Israele e Sud Sudan si rafforza proprio in questi giorni in ci i due Stati democratici si trovano a dover affrontare ancora una volta le minacce che arrivano dai bellicosi vicini islamici. Il Sud Sudan, nonostante l’indipendenza e nonostante sia ricchissimo di petrolio, si trova infatti a dover fronteggiare la minaccia che arriva da Khartoum e soprattutto il boicottaggio sudanese che di fatto blocca le esportazioni di petrolio sud-sudanese mettendo un imponente freno allo sviluppo della neonata democrazia. Israele, come si sa, è continuamente sotto il tiro degli Stati terroristi e dei gruppi islamici. «Questo contribuisce ancora di più a cementare la profonda amicizia tra Gerusalemme e Juba» ha detto Salva Kiir.

Nel suo viaggio in Israele il Presidente sud-sudanese ha affrontato diverse problematiche con gli alleati israeliani, prime fra tutte quelle inerenti lo sviluppo del territorio e la difesa. Tanti i problemi sul tavolo sia in un settore che nell’altro. Israele contribuirà alla costruzione dell’oleodotto che attraverso l’Etiopia e Djibouti porterà il petrolio sud-sudanese  fin sul Mar Rosso consentendo così a Juba di aggirare l’embargo sudanese. Gerusalemme poi continuerà ad addestrare i militari sud-sudanesi e a fornire loro i mezzi necessari alla difesa della giovane democrazia.

Preoccupate le reazioni sudanesi ed egiziane alla visita di Salva Kiir in Israele. Il Ministro degli Esteri sudanese, Al-Obaid Marawih, ha detto che Khartoum «studierà tutte le implicazioni di questa rafforzata alleanza tra il Sud Sudan e il nemico sionista» mentre la giunta militare egiziana teme che un accordo tra Juba e Gerusalemme possa influire sulle future decisioni inerenti il flusso di acque dal Nilo Bianco, un argomento molto delicato che anche in passato non ha mancato di provocare tensioni fortissime nell’area.

Nei prossimi giorni torneremo su questo argomento (l’alleanza tra Israele e Sud Sudan) con un approfondimento molto dettagliato relativo sia alla cooperazione allo sviluppo che alla cooperazione in termini di sicurezza.

Miriam Bolaffi

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