Il sultano turco, Recep Tayyip Erdogan, non molla l’osso della questione palestinese e rilancia con la proposta di aprire un’ambasciata turca a Gerusalemme Est.

«Abbiamo già dichiarato Gerusalemme Est come la capitale dello stato palestinese ma non siamo stati in grado di aprire la nostra ambasciata lì perché Gerusalemme è attualmente sotto occupazione» ha detto Erdogan ad una riunione del Partito Giustizia e Sviluppo (AKP) a Karaman secondo il quotidiano Hurriyet. «A Dio piacendo, il giorno è vicino quando ufficialmente, con il permesso di Dio, apriremo la nostra ambasciata lì» ha poi aggiunto Erdogan.

Ora, capisco che i musulmani hanno una visione tutta loro del Diritto Internazionale ma di solito l’ambasciata di un paese in un altro paese si apre quando ci sono almeno due condizioni soddisfatte: la prima è che il paese dove si vuole aprire una rappresentanza diplomatica esista, e non è il caso della cosiddetta “Palestina”. La seconda condizione è che ci sia da parte del “paese ospitante” il permesso di aprirla e non mi risulta che Israele abbia dato il permesso alla Turchia di aprire alcuna ambasciata. Al limite darebbe il permesso per trasferire l’ambasciata turca da Tel Aviv a Gerusalemme non di aprirne una seconda.

Erdogan dimostra ancora una volta di essere un megalomane folle che non esita un secondo a sfruttare qualsiasi pretesto per mostrarsi al mondo musulmano come un leader, anzi, come l’unico leader in grado di guidare il mondo islamico alla formazione di un grande califfato globale, il sogno della Fratellanza Musulmana.

E nell’Unione Europea c’è ancora che lo vorrebbe in Europa e continua a trattare con questo turpe personaggio che usa i profughi siriani come arma di ricatto nei confronti della UE. Forse sarebbe ora di mandarlo a quel paese definitivamente.