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Navi da guerra iraniane nel Mediterraneo: la debolezza della politica “islamically correct” di Obama

E adesso è provocazione aperta, ricerca dello scontro armato a tutti i costi. L’Iran ha inviato due navi da guerra attraverso lo Stretto di Suez nel Mediterraneo, destinazione Siria. Lo ha reso noto ieri sera il Ministro degli esteri israeliano, Avigdor Lieberman.

E’ una delle prime conseguenze della caduta di Mubarak che in tanti anni non ha mai permesso a navi da guerra di Teheran di attraversare il Canale di Suez, ma soprattutto è una delle prime vere conseguenze della debolezza di mostrata dalla politica “islamically correct” del Presidente americano, Barack Hussein Obama, una politica sconfusionata che da un lato condanna Teheran per le durissime repressioni sui civili che manifestano in piazza, dall’altro continua a tendere la mano a un regime che mira chiaramente ad un conflitto armato contro Israele allo scopo di distruggere lo Stato ebraico e non ne fa mistero.

Le due navi da guerra iraniane raggiungeranno il Mediterraneo questa mattina e ad attenderle ci sarà la marina israeliana che ne monitorerà ogni movimento. E’ chiaro che il rischio di uno scontro armato è altissimo e Avigdor Lieberman non fa mistero che le navi iraniane potrebbero anche cercare di forzare il blocco israeliano su Gaza anche se la destinazione dichiarata è la Siria che, comunque, è un altro nemico di Israele e allo stato attuale rimane in “stato di guerra” con Gerusalemme non essendo mai stata firmata la pace tra i due Stati.

A dare incredibilmente una mano alla politica “islamically correct” obamiana ci ha pensato recentemente il Ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, il quale in visita a proprio a Damasco ha affermato che “Israele deve interrompere qualsiasi azione di insediamento in Cisgiordania e, soprattutto, deve restituire le Alture del Golan alla Siria”, affermazioni totalmente campate in aria in assenza di un qualsiasi accordo di pace tra Gerusalemme e Damasco e, soprattutto, in assenza di un totale riconoscimento dello Stato ebraico da parte siriana. E’ chiaro che con affermazioni del genere, pronunciate dal Ministro degli Esteri di uno Stato che si dichiara amico di Israele (ma è tutto da vedere), i nemici dello Stato ebraico si sentano giustificati ad agire in qualsiasi modo, compreso cercare di alzare la tensione militare nell’area. Ed è proprio in questo contesto che rientrano le dichiarazioni rilasciate ieri dal capo del gruppo terroristico di Hezbollah, Hassan Nasrallah, il quale ha chiamato alle armi i suoi miliziani affermando che nelle prossime settimane Hezbollah si approprierà della Galilea, affermando in sostanza che invaderà Israele.

Come si può vedere l’escalation della tensione in medio oriente fa seguito sia alla debolezza dimostrata dalla politica americana che alle dichiarazioni senza senso di Frattini, atteggiamenti che saranno sicuramente “islamicamente corretti” ma che non fanno altro che dare agli Stati terroristi, come sono Siria e Iran, la giustificazione per attuare quelle provocazioni che potrebbero portare ad uno scontro diretto con Israele. Meglio avrebbe fatto Frattini a continuare ad occuparsi di St.Lucia e della casa di Montecarlo.

Resta il fatto, senza precedenti, che questa mattina due navi iraniane raggiungeranno il Mediterraneo attraversando il Canale di Suez e arrivando quindi alle porte dell’Europa. Forse Obama si preoccuperà della cosa quando si troverà un paio di lanciamissili di Teheran davanti a New York, per il momento la cosa evidentemente non gli tange.

Sharon Levi