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La politica islamista di Obama non si ferma

E un Re Mida al contrario: qualsiasi cosa tocchi va in malora. Parliamo di Barack Hussein Obama, Presidente degli Stati Uniti d’America. Ha appoggiato apertamente la rivolta in Egitto e adesso a farla da padroni sono i Fratelli Musulmani. Ha appoggiato anche militarmente la rivolta in Libia e adesso a comandare sono decine di gruppi integralisti islamici. Prima ancora aveva “benedetto” la rivolta in Tunisia e anche li a comandare sono gli integralisti. Lasciamo stare per pietà l’Iraq consegnato all’Iran, l’Afghanistan che sta per essere “donato” ai talebani e il Pakistan nucleare che sta per finir nelle mani degli integralisti islamici.

A questo punto la domanda sorge spontanea: ma Barack Hussein Obama, c’è o ci fa? Cioè, è semplicemente una persona incompetente e irresponsabile oppure la sua è una vera e propria strategia politica? In ambo i casi la cosa è gravissima se si considera che gli USA sono la prima potenza mondiale. Personalmente, escludendo a priori che il Presidente USA sia uno stupido, propendo per la seconda ipotesi, cioè che a dispetto di quello che dice, Barack Hussein Obama sia in effetti un filo-islamico con i controfiocchi e che quindi abbia improntato tutta la sua politica estera in tal senso.

In sostanza Barack Hussein Obama a un certo punto è venuto allo scoperto dopo che per anni aveva celato (malamente) sia la sua predilezione per l’Islam che il suo “astio” verso Israele. Prima ha cercato di imporre a Israele di tornare sui confini anteriori al 1967 ben sapendo che tale richiesta non poteva essere accolta da Gerusalemme in quanto avrebbe messo in pericolo la sua esistenza. Solo quando gli hanno fatto capire che la mossa era politicamente sbagliata ha fatto parzialmente marcia indietro. Poi nella disputa tra Turchia e Israele (tutta strumentale da parte turca) ha sempre appoggiato più o meno apertamente Ankara arrivando quasi a spaccare in due l’Alleanza Atlantica. Infine negli ultimi tempi è passato ad una vera e propria campagna anti-israeliana adottando i mezzi più abbietti a sua disposizione, dalla disinformazione attraverso il New York Times fino alla fuga di notizie classificate opportunamente fatte trapelare per mezzo di fonti anonime (l’esempio più eclatante quelle delle basi israeliane in Azrbaijan). L’Ultima trovata l’abbiamo appresa nella scorsa nottata quando ha accusato Israele di essere la causa dell’aumento mondiale dei carburanti per il suo “atteggiamento ostile” verso l’Iran. Nulla da imputare ai petrolieri e alle speculazioni arabe. No, la colpa è di Israele. Siamo all’apoteosi del ridicolo, alla vera e propria disinformazione studiata a tavolino. Ecco perché ritengo che quelli di Barak Hussein Obama non siano involontari errori a favore dell’Islam integralista ma che sia una vera e propria strategia politica volta a favorire proprio l’espansione dell’Islam e a danneggiare l’unica vera potenza che si oppone a questa espansione: Israele.

Negli ultimi mesi questa politica filo-islamista è stata un vero e proprio crescendo. Nemmeno Russia e Cina, notoriamente vicini a certi Paesi, hanno fatto quello che ha fatto Barack Hussein Obama. E poi c’è tutto quello che il Presidente USA non ha fatto o non sta facendo. Per esempio l’AFRICOM sono mesi che manda a Washington rapporti sempre più allarmati in merito all’espansione di Al Qaeda e di altri gruppi islamici in Africa, rapporti che Barack Hussein Obama ha sempre rigorosamente cestinato senza nemmeno prendere in considerazione i consigli del Comando Militare Americano in Africa. Anche questo è un caso? E’ un errore di valutazione? Difficile crederlo.

E’ arrivata l’ora di guardare in faccia la realtà: la politica di Barack Hussein Obama è chiaramente filo-islamica, una politica di cui se ne stanno avvantaggiando a piene mani i Fratelli Musulmani, i talebani, gli estremisti pakistani e infine, i più pericolosi, gli iraniani, i quali non finiranno mai di ringraziare il Presidente americano per le puntuali fughe di notizie sulle mosse israeliane. E il mondo non si faccia fuorviare dalle minacce di sanzioni che a fasi alterne Barack Hussein Obama lancia contro gli Ayatollah. E’ solo fumo negli occhi degli stolti. Ormai è chiaro anche ai ciechi che l’Iran non si ferma con le sanzioni. Mi rimane solo un dubbio: Barack Hussein Obama sarà sunnita o sciita?

Miriam Bolaffi