L’Italia dei rifiuti: debole con i forti e forte con i deboli. Quando a parlare sono i manganelli
E’ stata una vera e propria notte di follia quella appena passata a Terzigno, nel napoletano, dove ormai da settimane la popolazione si oppone all’apertura di una seconda discarica di rifiuti. La polizia ha caricato violentemente i manifestanti che, appena appreso della decisione di dare corso all’apertura della seconda discarica, avevano intensificato le azioni di protesta. Gli scontri sono andati avanti fino all’alba con una vera e propria caccia all’uomo.

Non entro della diatriba di Terzigno, probabilmente ognuna delle parti in causa ha le proprie ragioni per fare quello che fa, quello che però mi sembra più che evidente è che lo Stato ha finito di parlare con il popolo ( se mai ha iniziato) ed è passato al linguaggio dei manganelli, cioè al linguaggio dell’imposizione. Questo non è da Paese democratico.
E mentre il Parlamento è ostaggio ormai da mesi (forse da anni) di un Governo che considera priorità le leggi salva-premier e lo scontro con la Magistratura invece che risolvere i problemi del Paese reale, mentre l’opposizione (nessuno escluso) gli fa da sponda concentrata esclusivamente sul trovare il modo di mandarlo a casa (il Governo n.d.r.), il Paese inizia a rivoltarsi. I rifiuti (intesi come persone fisiche), i precari, i senza lavoro, i cassaintegrati, gli oppressi, gli onesti e tutti coloro che si sentono in fondo alla scala gerarchica stabilita da questa politica, non ci stanno più al teatrino quotidiano del Parlamento. Non importa a nessuno delle case ad Antigua o dei tinelli a Montecarlo, questa gente ogni giorno si scontra con problemi di sopravvivenza, altro che cucine Scavolini e società off-shore.
A Terzigno stanno avvelenando i bambini e li prendono a manganellate invece di risolvere il problema e parlare con la gente. Li considerano alla stregua di rifiuti, esattamente come quelli che sono su quei compattatori che ogni giorno scaricano veleni. E’ l’Italia dei rifiuti, forte con i deboli e debole con i forti.
Bianca B.
