Giusto per essere chiari, pur essendo un convinto progressista non ho mai votato la sinistra di Renzi (salvo che per il referendum) o di chiunque altro, quindi evitiamo di parlare di ideologia. Parliamo invece di freddi e crudi numeri come solo l’uomo della strada e chi non è ideologicamente schierato può fare.

A un anno esatto dall’avvento al potere del Governo giallo-verde la situazione in Italia è migliorata oppure è peggiorata? Quali promesse hanno realmente mantenuto la Lega e il M5S? E’ stato un anno meraviglioso come aveva annunciato il Premier Conte oppure siamo finiti sull’orlo del baratro?

Partiamo dalle promesse. Ne avevano fatte tante, a partire dall’alzare le pensioni minime e alle persone disabili. Avevano promesso un reddito di cittadinanza che avrebbe rilanciato il lavoro e l’economia. Avevano promesso una quota 100 che avrebbe innescato un meccanismo di ricambio generazionale almeno nella pubblica amministrazione. Avevano addirittura promesso una crescita del 1,5% e forse ancora più alta. Poi avevano promesso di rimpatriare centinaia di migliaia di immigrati irregolari, promessa questa che a Salvini ha portato un sacco di voti.

Fatto il reddito di cittadinanza e quota 100 a debito, mentre prima delle elezioni giuravano e spergiuravano ai quattro venti di avere le coperture (prima menzogna), fermati i barconi di immigrati (ma lo aveva già fatto Minniti), in soli dodici mesi sono riusciti nell’impresa di prendere un Paese che bene o male cresceva e a portarlo in recessione.

Per fare un brevissimo riassunto, il costosissimo reddito di cittadinanza non ha portato nessun aumento dei consumi, anzi, i consumi sono calati. L’altrettanto costosissima quota 100 non ha innescato nessun ricambio generazionale. Nel frattempo si è assistito ad una fuga generalizzata di capitali dal nostro Paese mentre lo spread che prima di questo governo era a 140 punti (ultimo rilevamento prima delle elezioni di marzo 2018) sta veleggiando pericolosamente verso i 300 punti.

Le innumerevoli crisi aziendali aperte sul tavolo del MISE, il Ministero dello Sviluppo Economico affidato incredibilmente a Di Maio, non solo non vengono risolte ma si è arrivati al punto che il Ministro grillino nemmeno partecipa più ai tavoli. Le grandi opere sono praticamente bloccate. Le aziende sono in fuga e delocalizzano a man bassa non vedendo in questo paese nessun futuro. Per fortuna che reggono le aziende del nord altrimenti altro che recessione.

Nel frattempo le espulsioni di clandestini promesse da Salvini nell’ordine delle centinaia di migliaia, sono state meno di quelle fatte dai governi precedenti. Poche migliaia.

Ricapitolando: meno crescita e più debito, spread più alto, fuga di capitali, nessun ricambio generazionale nel pubblico impiego, pressione fiscale in aumento, pensionati tartassati che a partire da questo mese vedranno la loro pensione decurtata degli scatti legati all’inflazione (e avevano promesso mari e monti ai pensionati) e chi più ne ha più ne metta.

Adesso dovranno incolpare qualcuno ma soprattutto dovranno evitare di fare la prossima manovra finanziaria che dovendo essere giocoforza “lacrime e sangue” non vorranno intestarsela.

Per le colpe è facile, basta incolpare l’Europa e naturalmente i governi precedenti. Per la legge finanziaria invece vedrete che tireranno fino all’impossibile per tenere in piedi questo governo in modo da evitare elezioni prima di settembre, poi creeranno le condizioni per la nascita di un governo tecnico da incolpare per la manovra lacrime e sangue provocata dalle loro decisioni. E così non si prenderanno neppure le loro oggettive responsabilità.

In tutto questo manca completamente una politica estera (di Libia per esempio neppure se ne parla più nonostante la sua importanza), manca una politica di sviluppo di qualsiasi tipo, manca un politica per la scuola, ecc. ecc. Invece di fare politica in Parlamento la fanno su Twitter e su Facebook a suon di proclami ai quali non seguono i fatti.

E allora, era poi così male il Governo della sinistra visto come siamo finiti in dodici mesi di governo giallo-verde? Non dico che fosse perfetta, anzi, è stata tutto meno che perfetta. Ma questi stanno riuscendo nell’impossibile: fare peggio di quelli che criticavano.

E non è un caso che alle ultime elezione poco meno della metà degli italiani non è andata a votare. La stragrande maggioranza degli italiani non sa per chi votare e a questi il voto non glielo vuole dare. La cruda e triste verità è che manca una opposizione seria e costruttiva che non sia il PD di Zingaretti, altrimenti questi qua con questi risultati non avrebbero nessunissima speranza.