Passeggeri israeliani sequestrati all’aeroporto di Istanbul

Si aggrava ulteriormente la tensione tra Ankara e Gerusalemme. Tutti i passeggeri con passaporto israeliano a bordo del volo 793 della Turkish Airlines partito dall’aeroporto Ben Gurion e atterrati nell’aeroporto di Istanbul sono stati tenuti sequestrati dalla polizia turca per alcune ore.

Testimonianze raccolte tra i passeggeri israeliani del volo 793 della Turkish Airlines riferiscono che al loro arrivo gli sono stati sequestrati i passaporti. Poi la polizia ha chiesto ai cittadini israeliani il motivo per cui erano in Turchia, ha aperto i loro bagagli, controllato il contenuto dei loro computer e verificato quanti soldi in contanti avevano con se.

Secondo i testimoni la polizia non stava cercando qualcosa o qualcuno in particolare ma è stata una azione deliberata per intimidire i cittadini israeliani e per mandare un chiaro messaggio a Gerusalemme. Testimoni riferiscono anche che molti cittadini israeliani sono tutt’ora sotto shock per questo trattamento che definire fortemente discriminatorio e dire poco. Altri testimoni riferiscono che gli agenti di polizia turchi hanno oltraggiato i passeggeri offendendoli in quanto ebrei e affermando che per troppo tempo hanno dovuto accettare che “sporchi ebrei” facessero affari in Turchia ma che adesso tutto è finito.

Questo è un atto gravissimo e inqualificabile che merita da parte della comunità internazionale una forte presa di posizione contro la Turchia. E’ ormai evidente che la situazione ad Ankara è in mano agli estremisti nazi-islamici e la comunità internazionale non può rimanere inerme di fronte a questa situazione.  Secondo Protocollo farà tutto quanto possibile per portare questo inqualificabile atteggiamento della Turchia all’attenzione della comunità internazionale a partire dall’Unione Europea. Il ministero degli esteri israeliano ha aperto una indagine conoscitiva per capire se l’episodio è isolato oppure se da ora in poi sarà la prassi.

Secondo Protocollo