Medio Oriente

Perché gli scienziati iraniani dovrebbero ascoltare il Mossad

Quando il 27 novembre 2020, lo scienziato nucleare iraniano Mohsen Fakhrizadeh viene assassinato fuori Teheran, i vertici iraniani accusano subito il Mossad.

Mohsen Fakhrizadeh non era uno scienziato qualsiasi, era il padre del programma nucleare iraniano, una delle persone più protette in Iran.

Prima di lui era stata la volta del fisico nucleare Masoud Almohammadi, ucciso da un ordigno radiocomandato piazzato sulla sua macchina da Majid Jamali Fashi, un dissidente iraniano a quanto pare assoldato dal Mossad proprio per uccidere lo scienziato iraniano.

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Questi due ultimi omicidi, preceduti da molti “incidenti” mortali che negli ultimi anni hanno falcidiato gli scienziati iraniani più vicini al programma nucleare, sono due messaggi molto potenti lanciati dal Mossad a chi collabora con il programma nucleare iraniano: se tu lavori per eliminare Israele, Israele cercherà di eliminare te.

E per gli scienziati iraniani non dovrebbe essere difficile constatare come sia pericoloso cercare di eliminare Israele o anche solo collaborare con chi ha queste nefaste intenzioni. Basterebbe ripercorrere la storia.

La prima volta che il Mossad prese di mira scienziati che cercavano di distruggere lo Stato Ebraico fu una cinquantina di anni fa quando il più grande nemico di Israele era l’Egitto di Gamal Abdel Nasser.

Allora Nasser reclutò i migliori scienziati balistici nazisti (quelli sopravvissuti) e ci fu un momento in cui collaudò con successo anche un certo numero di missili mettendo molto in allarme Israele.

Fu quindi in quel momento che il Mossad decise di tagliare la testa del serpente, decise cioè di dare la caccia ed eliminare gli scienziati nazisti che aiutavano Nasser.

Il 10 settembre 1962 l’intelligence rapisce Heinz Krug, un ex scienziato nazista che lavorava per Nasser e che per lui aveva creato una struttura dedicata a perfezionare il programma balistico. Krug venne portato dalla Germania in Israele dove venne svelata tutta la struttura anche con la collaborazione di Otto Skorzeny, ex agente delle SS (la storia è lunghissima quindi devo sintetizzare al massimo). Morale della storia, tutti gli scienziati nazisti che collaboravano con Nasser vennero misteriosamente eliminati o morirono in circostanze non chiarite, mettendo fine per sempre al programma balistico egiziano.

Fu sempre il Mossad che scoprì il programma nucleare di Saddam Hussein, aiutato dalla Francia e da scienziati francesi che istruivano scienziati arabi. In pochi mesi la salute di questi scienziati divenne assai cagionevole e molti di loro persero improvvisamente la vita.

Il 7 giugno 1981 prese il via l’operazione Babilonia. Aerei israeliani bombardarono il reattore nucleare iracheno di Osirak mettendo fine alle ambizioni nucleari di Saddam.

Il 6 settembre 2007 la stessa operazione venne ripetuta in Siria con la distruzione del reattore di Deir Ezzor costruito dalla Corea del Nord per Bashar al-Assad.

Ora, si suppone che uno scienziato nucleare abbia una intelligenza superiore alla norma. E se questo è vero si suppone che gli scienziati nucleari iraniani rimasti ancora in vita possano capire perfettamente il messaggio lanciato loro da Israele. Lavorare per gli Ayatollah non significa solo lavorare per chi brama un genocidio (quello di Israele), ma significa anche fare un lavoro molto pericoloso. Meglio venir via dall’Iran e farlo alla svelta.

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Posted by
Franco Londei

Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia

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