Da politicamente corretto a islamicamente corretto

Cosa sia il politicamente corretto lo spiega con una certa precisione Wikipedia. Da sempre molti media e politici usano il politicamente corretto (o politically correct come dicono quelli bravi) più come una forma di ipocrisia piuttosto che come “linea di opinione e un atteggiamento sociale di estrema attenzione al rispetto generale”.

Negli ultimi tempi poi il politicamente corretto è diventato sempre più qualcosa che si avvicina al “belnaltrismo” piuttosto che a una forma di rispetto del pensiero altrui, un qualcosa che serve più a giustificare gravi errori di valutazione o scelte sbagliate, un sistema ampiamente usato dai cosiddetti “riformisti” per avvallare le più disparate ideologie, dalla accoglienza senza regole fino alla giustificazione di fatti gravissimi come quello di Colonia.

Ma se l’uso del politicamente corretto sotto forma di esercizio di ipocrisia non è certo una novità lo è senza dubbio una sua evoluzione, quella che porta al islamicamente corretto.

Cosa significa islamicamente corretto?

Beh, qui il discorso si fa delicato perché proprio per il concetto di politicamente corretto il passo tra una giusta critica all’Islam e l’islamofobia è brevissimo. Oggi chiunque critichi l’Islam o ne denunci l’incompatibilità con le nostre leggi e regole viene immediatamente accusato di islamofobia. Non è permesso criticare l’Islam, difendere quei valori incompatibili con questa religione oppure accusare l’Islam di essere la causa dei tanti problemi che attanagliano il nostro tempo, neppure se tutto ciò è palesemente evidente. L’islamicamente corretto non lo consente.

Facciamo un esempio semplicissimo. Provate a immaginare cosa sarebbe successo se a compiere i fatti di Colonia invece che mille scatenati musulmani fossero stati mille scatenati giovanotti tedeschi. Il giorno dopo avremmo assistito a una massiccia mobilitazione dei movimenti femministi per denunciare gli atti di violenza sessuale contro le donne, in TV avremmo visto opinionisti di ogni ordine e grado fare a gara per chi condannava più duramente le violenze e le molestie contro le donne tedesche. Sarebbe successo (giustamente) il finimondo. Invece abbiamo assistito alla corsa a minimizzare, al puro benaltrismo. Ecco cosa intendo con islamicamente corretto. Ogni porcheria riconducibile all’Islam viene prontamente e quasi universalmente minimizzata invece di essere prontamente e duramente condannata. Il politicamente corretto è stato sostituito dal islamicamente corretto come forma di pura ipocrisia.

Se non vivessimo nel tempo in cui viviamo la cosa potrebbe essere pure trascurabile, ma in un momento storico come quello in cui viviamo il fatto assume tutt’altra valenza. Oggi l’islamicamente corretto è una delle cose più pericolose che la nostra bacata società ha inventato perché nei fatti impedisce di affrontare un problema reale che va ben oltre qualsiasi forma di ipocrisia. In un momento storico in cui in Europa assistiamo al ritorno della “caccia all’ebreo” di hitleriana memoria causata in gran parte proprio da questo assurdo benaltrismo e da questa tolleranza verso l’Islam più integralista, non ci si può più passare allegramente sopra.

  1. Continuo a dire che il termine islamofobia non ha senso. Aver paura dell’Islam non solo è legittimo ma anche segno di spirito di sopravvivenza! Solo chi odia l’Occidente e la sua cultura oppure è in preda a una specie di cupio dissolvi, non lo teme. E per essere precisi temere non significa detestare o odiare: temo un leone ma non lo detesto, anzi lo trovò una creatura meravigliosa e lo amo (non posso dire lo stesso dell’Islam che detesto così com’è, ma non c’entra). Infine, se vogliamo essere razionali fino in fondo, non vedo perché io non abbia il diritto di detestare un’ideologia dato che i diritti sono individuali e nessuna cultura li può rivendicare. Se confrontiamo il termine con antisemitismo vediamo la differenza: anti significa contro, quindi significa essere contro (e non temere) un popolo in quanto tale, non un’ideologia o una religione. Ed è cosa ben diversa. Questo giochino con le parole è spregevole. Quindi islamofobia è parola assurda da un lato, dall’altro fatta apposta per bloccare qualunque critica, anche costruttiva. E si arriva al punto che in un paese come la Francia diventa reato. Voltaire & C.si rivolteranno nella tomba

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