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Rapporto (senza pretese) sulla condizione della donna islamica in Italia

Premessa: come da titolo, questo rapporto (il link per scaricarlo è in coda all’articolo)non ha alcuna pretesa se non quella di cercare di aprire uno squarcio quanto più reale possibile sulla condizione della donna islamica in Italia, una condizione che a dire il vero ci ha positivamente sorpreso (e se lo diciamo noi che dell’Islam non siamo proprio amici…!). Insomma, ci aspettavamo molto peggio, magari un po’ fuorviati da alcuni preconcetti che abbiamo dovuto rivedere in fretta. Va detto poi che la ricerca è stata condotta da personale volontario, lontanissimo da certi “professionisti” dell’analisi. Quindi, se vogliamo, è un lavoro dilettantesco ma fatto con estrema onestà.

Si parlava di preconcetti  che abbiamo dovuto rivedere. Per esempio abbiamo scoperto che nella maggioranza dei casi le donne islamiche che portano il velo lo fanno volentieri o comunque non gli viene imposto. Abbiamo scoperto che al chiuso delle loro mura le donne islamiche non sono maltrattate o quantomeno non lo sono in misura maggiore di quanto non lo siano le donne italiane. Abbiamo scoperto che le nuove generazioni (specie quelle nate in Italia o da molto tempo presenti nel nostro Paese) stanno attivamente lavorando per ridurre le distanze tra il mondo islamico e quello “occidentale”.

Ciò non toglie che esistano dei problemi. Per esempio quello che a noi appare uno dei maggiori problemi è quello inerente alla integrazione delle donne islamiche con la nostra società. In quel caso, per esempio, gli uomini islamici assumono una importanza particolare vietando alle loro donne di avere contatti  con donne italiane o comunque non islamiche. Non esiste per le donne islamiche in Italia (o comunque per la stragrande maggioranza di esse) una “vita sociale” fuori dal loro mondo. Questo limita fortemente l’integrazione e apre uno scenario cupo che vede gli uomini islamici pretendere che siano “gli altri” a integrarsi con loro. Anche in questo caso le speranze sono riposte nelle nuove generazioni.

Un’altra cosa che abbiamo scoperto e che secondo noi è una anomalia, è il differente concetto che hanno le donne islamiche della parola “Diritti” rispetto le donne italiane o più in generale occidentali. Ci sono cose che una donna italiana non farebbe mai e che invece per una donna islamica sono normalissime. Non sono vere e proprie “violazioni” ma sono azioni frutto di una mentalità radicata che può non piacere ma che nessuno ha il diritto di cercare di cambiare forzatamente.

Abbiamo poi scoperto che molte delle intervistate hanno iniziato a portare il velo dopo il matrimonio mentre prima magari vestivano all’occidentale. Intendiamoci, non è qualcosa di tragico, ma evidenzia chiaramente come l’uomo islamico condizioni le scelte delle donne anche se, come detto, le donne lo fanno volentieri.

Poi abbiamo scoperto un lato davvero tragico, quello dei matrimoni imposti in particolare alle donne pakistane e indiane, anche se in questo caso non ci sentiamo di affermare che la responsabilità derivi da preconcetti religiosi. In sostanza, a nostro modestissimo parere, l’Islam c’entra poco con questa grandissima violazione dei Diritti Umani. Pensiamo invece che questa assurda pratica derivi da una mentalità arcana comune anche ad altre religioni.

Come dicevamo (e chi ci conosce lo sa benissimo) non siamo molto amici dell’islam (per tutta una serie di motivi) ma non potevamo esimerci dal riportare con onestà i risultati della nostra dilettantesca ricerca anche perché abbiamo veramente fiducia nelle nuove generazioni di donne islamiche (negli uomini molto meno). Sappiamo che questo è un argomento che scatenerà polemiche o plauso a seconda di come uno legge la ricerca, ma come detto il nostro è un lavoro senza pretese che non vuole nel modo più assoluto dare etichette o sputare sentenze. Va detto anche che stiamo lavorando per un rapporto molto più dettagliato e professionale che sarà pronto tra qualche mese, ma questi risultati ci hanno così sorpresi che non potevamo non pubblicarli.

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