Siria: enormi esplosioni in basi iraniane. Oltre 40 morti. Accuse a Israele

E’ stata una notte di guerra in Siria dove in almeno due basi governative usate dai miliziani sciiti e dai militari di Teheran si sono registrate esplosioni così forti da provocare un terremoto di magnitudo 2.6. Uccisi 18 militari iraniani. Accuse a Israele

Missili di provenienza sconosciuta hanno duramente colpito la notte scorsa alcune basi militari del regime di Damasco adibite a deposito di armi e a ospitare miliziani sciiti e militari iraniani.

Le basi, situate nelle campagne di Hama e Aleppo, sono state colpite duramente. Le esplosioni sono state così forti che l’European Mediterranean Sismological Center ha registrato un sisma pari a 2.6 gradi della scala Richter.

Le vittime tra i miliziani scitti e i militari iraniani sarebbero almeno 40 mentre i feriti sarebbero oltre 60. Tra le vittime ci sarebbero almeno 18 militari iraniani tra i quali un alto ufficiale della Guardia della rivoluzione iraniana.

Hezbollah accusa Israele

Hezbollah, che cita Haaretz come fonte, accusa Israele dell’attacco. Ma è lo stesso quotidiano israeliano a pubblicare un articolo nel quale si afferma che a colpire le basi iraniane in Siria sarebbero stati missili balistici anglo-americani sparati dalle basi in Giordania. L’agenzia di stampa siriana parla invece in maniera generica di “missili nemici”.

Nessun commento da Israele, USA e Gran Bretagna

Nessuna conferma, come sempre, da Israele. Il comando IDF rifiuta qualsiasi commento mentre anche l’intelligence si chiude a riccio trincerandosi dietro un “no comment” categorico. Silenzio anche da Stati Uniti e Gran Bretagna che alcuni media arabi additano come responsabili dell’attacco.

Dettagli sulle basi colpite

Secondo l’intelligence israeliana la base di Hama era un enorme deposito di armi, il che spiegherebbe la potenza delle esplosioni, mentre quella nei dintorni di Aleppo era probabilmente una base operativa delle milizie sciite al soldo di Teheran.

Franco Londei
Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia