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Siria: l’Onu decide di non decidere

Non ci si aspettava niente di particolare dalla riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza dell’Onu convocata questa notte (notte italiana) per decidere cosa fare con la Siria. infatti, come volevasi dimostrare, l’Onu ha deciso di non decidere niente.

Nemmeno una risoluzione di condanna contro la Siria è uscita dal Consiglio di Sicurezza dove Russia e Cina si sono opposte a qualsiasi documento che potesse mettere sotto accusa Bashar al Assad, il sanguinario dittatore siriano che da mesi sta massacrando il suo popolo. E’ la dimostrazione lampante (l’ennesima) della totale inutilità di questo organismo ormai obsoleto che va avanti con regole da guerra fredda che non hanno più ragione di esistere negli anni 2000.

Per questo motivo è necessario che Stati Uniti ed Europa agiscano unilateralmente al di fuori dal contesto delle Nazioni Unite, imponendo sanzioni durissime alla Siria e a tutti i paesi che la stanno aiutando in questa sanguinosa repressione contro il suo stesso popolo. Per esempio, tra le azioni che si potrebbero fare,  l’Unione Europea e gli Stati Uniti potrebbero inoltrare una richiesta di incriminazione contro Assad al Tribunale Penale Internazionale per crimini contro l’umanità. Se è stato incriminato Gheddafi figuriamoci Assad. E poi congelare ogni tipo di rapporto commerciale e diplomatico con la Siria. E’ incredibile come, per esempio, gli Stati europei non abbiano ancora richiamato i loro ambasciatori da Damasco, non fosse altro per inviare un segnale forte. Infine, valutare azioni unilaterali contro l’esercito siriano, anche senza l’avallo dell’Onu, azioni mirate esclusivamente alla protezione dei civili. Anche in questo caso il confronto con quanto sta avvenendo in Libia è impietoso. Con Gheddafi si è intervenuti per molto, ma molto meno.

Insomma, non si può aspettare che l’Onu decida qualcosa. Non lo farà mai semplicemente perché Russia e Cina (in particolare la Russia) hanno interessi enormi in Siria, interessi che non sono solo commerciali ma anche militari e strategici.

Secondo Protocollo