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Forze ribelli al comando dell’ex generale George Athor, hanno attaccato questa notte la città sud-sudanese di Malakal, capitale dello stato di Upper Nile. Secondo fonti del Governo di Juba gli scontri tra ribelli e SPLA (Sudan People Liberation Army) sarebbero stati durissimi e ci sarebbero diverse vittime. Alcune sacche di resistenza ribelli sarebbero ancora all’opera all’interno della città.

A poche settimane dal voto pacifico che ha sancito la secessione del Sud Sudan dal Sudan, torna dirompente il problema mai risolto del gruppo ribelle ugandese del Lord’s Resistence Army (LRA). Secondo fonti di stampa e governative nei giorni scorsi i ribelli ugandesi avrebbero attaccato alcuni villaggi in Western Equatoria uccidendo diverse persone. Alcune ragazze sarebbero state rapite.

La scorsa settimana la popolazione del Sud Sudan è stata chiamata a decidere se continuare a essere cittadini sudanesi oppure se separarsi dal Sudan per formare un nuovo Stato indipendente. Le previsioni dicono che i cittadini sud-sudanesi hanno scelto la via della separazione e che formeranno presto il 54° stato africano (i risultati si avranno entro un mese). Tuttavia sono molti i motivi di tensione che non fanno stare tranquilli gli analisti e gli esperti di politica internazionale. Noi li abbiamo analizzati uno a uno nel tentativo di dare a chi non conosce questa realtà un quadro quanto più possibile realistico. Per comodità abbiamo diviso il report in due parti che pubblicheremo in giorni diversi. Una volta pubblicata la seconda parte sarà disponibile anche  il PDF di tutto il report completo di cartine e mappe.

Proprio l’altro ieri riferivamo che in Sudan vi erano concreti segnali di rivolta, una specie di onda lunga dei sommovimenti di Tunisi guidata dal leader islamista Hassan al-Turabi contro il Governo reo di aver aumentato i prezzi e di aver concesso il referendum per la secessione al Sud Sudan. Ieri il Governo sudanese è corso ai ripari arrestando per l’ennesima volta Hassan al-Turabi e altri otto leader islamisti del suo partito.