Franco Londei

Politicamente non schierato. Sostengo chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia

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2 Comments

  • Giusta certamente la condanna morale.
    Ma certo non é l’unico aspetto da considerare.
    Da un lato abbiamo popolazioni che vogliono entrare in Europa (molti o moltissimi ucraini per esempio) dall’altro abbiamo la nascita all’interno dell’Europa di formazioni politiche antieuropeiste , con consenso che pare crescente.
    C’é qualcosa che non quadra in Europa e la sua creazione non si é rivelato un pranzo di gala, come qualcuno in Italia credeva meno di vent’anni fa.
    Quello che non quadra é l’assenza di un progetto globale, che realizzi in modo adeguato il principio utilitaristo di Bentham di fare l’interesse della maggioranza più ampia possibile delle persone, limando entro certi limiti e per un tempo congruo i legittimi interessi ed i meriti dei paesi più produttivi e, direi, più civili.
    In caso contrario si corre pure il rischio che i Paesi piu forti arrivino a controllare con i meccanismi di mercato parte (quella migliore) delle economie dei Paesi più deboli, non certo a vantaggio di questi ultimi.
    La prevista assenza di una Banca Centrale europea, come prestatrice di fondi e garante di ultima istanza, evita da un lato il travaso parassitario di fondi dai Paesi “virtuosi” ai Paesi meno “virtuosi”, ma pone poi questi ultimi nelle mani “degli strozzini” senza al momento una via di uscita.
    Ed é comprensibile che costoro si ricredano e si ribellino.
    E’ vero che sono stati creati dei fondi salva-stati, ma sono serviti finora solo a d evitare il default di qualche Paese , che danneggerebbe tutti, anche gli altri.
    Altro esempio: é giusto che ci sia concorrenza tra Paesi nell’attirare investimenti sulla base di criteri di efficienza normativa e funzionale delle varie pubbliche amministrazioni (vedi Giustizia, burocrazia, logistica ecc.).
    Ma i Paesi mediterranei sono diversi dai Paesi continentali e in questo non sono concorrenziali, almeno l’Italia e la Grecia. Potrebbero competere forse con un ulteriore abbassamento dei salari di tipo “schiavistico”.
    Ma é proprio qui il punto: la concorrenza basata su alti dislivelli salariali non é compatibile con i nostri standard di vita , né con una ripresa della domanda di consumi, fondamentale per uscire dalla recessione e dalla stagnazione. .
    Credo che in fondo gli Ucraini che vogliono entrare in Europa si sentano concorrenziali rispetto agli altri Paesi Europei per il basso costo del lavoro e forse di meno per l’efficienza dei fattori citati di Pubblica amministrazione e via dicendo.
    In sostanza cercano una crescita economica in Europa, allentando le loro relazioni con la Russia.
    Naturalmente resta ferma la condanna morale per le vicende riportate e per il relativo blocco, a cui sembra soggetta l’UE, peraltro sempre più attiva nel sostenere altre “cause”.

    • tutto giustissimo (come sempre) Milano, ma credo che il punto centrale sia la mancanza a livello centrale europeo di una dirigenza eletta dal basso, cioè da quei popoli che dovrebbero rappresentare. Se qui non ripensiamo l’Europa dalle sue fondamenta, con una banca centrale che possa fare veramente la banca centrale (cioè battere moneta), una economia livellata dove un polacco costa come un italiano, dove una azienza abbia le stesse spese in Italia come in Germania o in Irlanda ansiamo a ramenga. Insomma non possiamo stare in una unione così divisa (perdoni il giro di parole) e per farlo ci vogliono politici eletti non burocrati nominati.
      E’ chiaro che così stando le cose i paesi dell’est (ma non solo) vedono nell’Unione Europea una bella vacca grassa da mungere.
      Tutto questo fermo restando che la situazione in Ucraina va condannata senza remore

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