Opinioni

UE ed Amnesty più tolleranti con Erdogan che con Israele

A leggere la lista delle violazioni dei Diritti Umani perpetrate dalla Turchia di Erdogan negli ultimi 12 mesi c’è davvero da rimanere basiti, non solo per la gravità delle violazioni – tipiche di un regime islamico – ma anche e soprattutto per il fatto che nonostante tutto l’Europa continui a trattare su tutti i fronti con questo serpente velenoso convinta com’è che con questa gente si possa e si debba ragionare.

Allora mi permetto di ricordare al sig. Josep Borrell (che per chi non lo sapesse dovrebbe essere i Ministro degli esteri dell’Unione Europa) alcuni dei casi più eclatanti accaduti negli ultimi mesi di questo 2020 senza che la UE abbia mosso un dito o, se lo ha fatto, è stata brutalmente messa in un angolo dal Califfo turco.

Tra questi vi sono giornalisti, politici, membri dell’esercito, membri della società civile, studenti e persino massaie accusate di fare le spie per chissà quale pericolosissimo nemico.

Il famoso filantropo e uomo d’affari Osman Kavala, è stato arrestato per la prima volta il 18 ottobre 2017, ha trascorso anni in prigione senza essere né accusato né condannato per alcun crimine. È stato prosciolto (non si sa da cosa) e rilasciato all’inizio di quest’anno, solo per essere subito di nuovo arrestato con un altra accusa di cui poco si sa.

Selahattin Demirtaş, ex co-presidente del Partito Democratico dei Popoli pro-curdi (HDP), rimane ancora in prigione nonostante una sentenza della Corte europea dei diritti umani del novembre 2018 per liberarlo. Ma che gli importa ad Erdogan della Corte europea dei diritti umani?

Mustafa Koçak, condannato all’ergastolo per aver tentato di rovesciare l’ordine costituzionale, ha condotto uno sciopero della fame chiedendo un processo equo. È morto il 24 aprile quando era in sciopero della fame da 297 giorni.

Parlando sempre di morti per scioperi della fame, Helin Bölek, un membro del gruppo musicale di sinistra Grup Yorum, è morto il 3 aprile dopo 288 giorni di sciopero della fame, mentre il chitarrista del gruppo İbrahim Gökçek è morto il 7 maggio dopo 323 giorni. La loro colpa? Cantare canzoni contro Erdogan.

I giornalisti Adnan Bilen e Cemil Uğur della Mesopotamia Agency e Şehriban Abi e Nazan Sala di Jinnews sono stati arrestati il 9 ottobre dopo aver raccontato la storia di due abitanti di un villaggio nella provincia di Van, Servet Turgut e Osman Şiban, che sono stati scaraventati fuori da un elicottero militare in volo sospeso dopo essere stati arrestati durante un’operazione condotta da soldati turchi nella stessa provincia di Van.

Secondo il direttore di Amnesty International Turkey, Ece Ünver, ci sarebbero anche molte prove che nelle carceri turche si pratica abitualmente la tortura. Solo che Amnesty International non sembra particolarmente “accanita” contro Erdogan e la sua politica, a differenza per esempio del suo comportamento con la democrazia israeliana.

Paradossalmente, sia Josep Borrell (e quindi l’Unione Europea) che Amnesty International, sembrano molto più tolleranti con il regime islamico di Erdogan che con la conclamata democrazia israelianaClick To Tweet

Paradossalmente, sia Josep Borrell (e quindi l’Unione Europea) che Amnesty International, sembrano molto più tolleranti con il regime islamico di Erdogan che con la conclamata democrazia israeliana e questo non è francamente accettabile.

Pensate a cosa sarebbe successo se a fare simili violazioni dei diritti umani fosse stato Israele. Pensate se Gerusalemme iniziasse a incarcerare giornalisti, pensatori, persone della società civile, politici della opposizione e via dicendo. Un cataclisma.

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Posted by
Franco Londei

Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia

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