Noi italiani ci lamentiamo dei nostri politici che nel pieno della pandemia di COVID-19 pensano solo a fare polemica e propaganda. In Libano i leader di Hezbollah non solo se ne infischiano altamente del COVID-19 (un po’ come da noi) ma pensano a come innescare una guerra con Israele senza che la colpa ricada su di loro.

Negli ultimi 12 mesi missili di precisione più che raddoppiati

Secondo quanto riferisce il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, in una intervista al sito di notizie al-Mayadeen, negli ultimi 12 mesi l’arsenale di Hezbollah sarebbe stato notevolmente migliorato tanto che oggi i terroristi libanesi «possono raggiungere qualsiasi angolo di Israele con i missili, possono usare droni altamente sofisticati e dispongono di armi di terra molto precise e sofisticate in grado di competere con quelle di qualsiasi esercito al mondo».

«Il numero di missili di precisione a disposizione della resistenza è ora raddoppiato rispetto a un anno fa», ha detto Nasrallah. «Qualsiasi obiettivo in tutta l’area della Palestina occupata (immaginiamo si riferisca alle aree di Giudea e Samaria, affatto occupate n.d.r.) che vogliamo colpire con precisione, siamo in grado di colpire con precisione».

Cosa è cambiato dopo l’uccisione dello scienziato nucleare iraniano Mohsen Fakhrizadeh

L’uccisione da parte di ignoti dello scienziato nucleare iraniano Mohsen Fakhrizadeh, a capo del programma nucleare di Teheran, ha destato molto scalpore e soprattutto ha reso chiaro che anche i leader più potenti possono essere cagionevoli di salute.

Si vocifera che il prossimo sarà proprio Hassan Nasrallah e per questo il leader di Hezbollah si è rintanato in un super bunker asettico del quale pochissimi conoscono l’ubicazione.

Nell’intervista Nasrallah parla dei sauditi come mandanti e degli israeliani come esecutori del suo prossimo omicidio. Ormai anche il paranoico leader di Hezbollah si rende conto che più si va avanti più i “problemi di salute” crescono, anche se il “patogeno” più che COVID si chiama KIDON.

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Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia