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Vietato parlare di antisemitismo. Se sei sionista crepa e stai zitto

Recentemente ho notato che un certo tipo di sinistra radical chic tende a schierarsi con molta più convinzione con i cosiddetti “antisionisti” quelli che non sono antisemiti ma “solo contro il sionismo”, quelli che sono contro “l’okkupazione israeliana” di territori non loro, che butterebbero a mare tutti gli ebrei, ma che però non sono antisemiti, se non altro perché la moda dei forni è ormai superata ed è preferibile l’annegamento di massa. E più chic.

Questo chiccoso atteggiamento “antisionista”, che logicamente è “equidistante”, che logicamente viene portato avanti da persone che “conoscono molti ebrei” e che quindi non possono essere tacciati di antisemitismo e che, sempre logicamente, non lo fanno per qualche assurda ragione o perché accusano gli ebrei di ogni male del pianeta, è un atteggiamento molto intelligente, quasi furbo. Non consiste nell’attaccare direttamente Israele o gli ebrei ma consiste nell’insinuare il dubbio che alla fine le colpe di tutto siano sempre dei terribili sionisti. E allora se Hamas impedisce ai civili di lasciare le case dopo che l’esercito israeliano li aveva avvisati di andare via perché quella stava per diventare una zona di guerra, la colpa non è dei terroristi palestinesi che hanno costretto quelle persone a rimanere li, ma dell’esercito israeliano che non doveva rispondere al fuoco dei terroristi che, facendosi scudo di quei civili, sparavano allegramente dalle case. Insomma, secondo Amnesty, questi maledetti sionisti che “okkupano” suolo non loro dovevano beccarsi i proiettili e i missili di Hamas e stare zitti.

Ma questo chiaramente non è antisemitismo. Chi accuserebbe mai Amnesty International, premio Nobel per la pace, di essere antisemita? Al limite sono antisionisti, chiaramente equidistanti e imparziali. Che poi con il loro atteggiamento avvallino il modo di operare dei terroristi di Hamas, cioè di quelli che nel loro statuto si prefiggono di distruggere Israele e di buttare a mare tutti gli ebrei, conta poco. In fondo, mica parlano dei forni….dicono solo di volerli buttare a mare. Come criticare un modo così chic di sterminare gli ebrei?

Ho preso l’esempio di Amnesty perché è la notizia del giorno ma potrei proporre mille esempi simili, a partire dalla neo Ministra degli Esteri Europea, Federica Mogherini, che dopo aver fatto dichiarazioni a vanvera invece di ravvedersi insiste e ci fa sapere che la sua priorità è uno Stato palestinese. Non la pace, non l’ISIS, non la crisi in Libia, non la guerra al terrorismo islamico, no, è uno Stato palestinese. Che poi questa chimera di “Stato palestinese” vada o meno d’accordo con i vicini o che addirittura voglia gettarli a mare è un dettaglio irrilevante. Pensa che bello: l’Europa non dovrà nemmeno finanziare la riapertura di Auschwitz o di Dachau, tanto li gettano a mare i perfidi ebrei, pardon, i perfidi sionisti. Ora, si potrà accusare la Mogherini di essere antisemita per queste sciocchezze? No di certo. Che cavolo, anche lei non ha mai nominato i forni crematori, probabilmente conosce diversi ebrei (gente del calibro di Gideon Levy o Amira Hass) e di certo è “equidistante”.

E no, è proprio ora di finirla di dire che chiunque voglia distruggere Israele sia un antisemita. Basta accusare di antisemitismo chi voglia ammazzare gli ebrei. Non ammazza ebrei ma sionisti, gentaccia che “okkupa” la Palestina, gente che quindi ha il dovere morale di farsi ammazzare, magari di gettarsi in mare e affogare, gente che non ha il Diritto di difendersi ma ha il dovere di crepare. Sono loro che sono sionisti non chi li attacca che è antisemita.