Secondo quanto riferisce il Jerusalem Post questa mattina, l’intelligence israeliana avrebbe appreso con certezza che alcuni membri di Hamas sono stati addestrati in Iran all’uso di sofisticati missili anticarro di fabbricazione russa, nella fattispecie i missili di tipo Kornet e Fagot, con un raggio di azione di quattro chilometri e in grado di penetrare le corazze di molti mezzi israeliani quali quelli di trasporto truppe e di alcuni blindati.

Secondo le fonti del Jerusalem Post Hamas acquisterebbe i missili anticarro direttamente dalla Russia (la cosa è gravissima e va approfondita) che poi vengono contrabbandati attraverso la Siria ed Hezbollah. Una seconda via di acquisto sarebbe quella del mercato nero, una via che prevede l’introduzione delle armi nella Striscia di Gaza attraverso i tanti tunnel presenti lungo il confine con l’Egitto.
Una dato sembra essere comunque certo: Hamas si sta pesantemente armando e i suoi uomini vengono sistematicamente addestrati da istruttori iraniani all’uso delle armi, anche di tipo molto sofisticato, di cui i terroristi vengono in possesso. Questo determina un sensibile innalzamento della pericolosità del gruppo terrorista palestinese, una pericolosità che Israele non può permettersi di tollerare specie in un momento di tensione con Teheran così alto. Lo scorso 11 novembre il Generale Ganz, capo dell’IDF, ha detto che “se la pericolosità di Hamas continuerà a crescere, l’esercito israeliano sarà costretto a lanciare una offensiva in grande stile su Gaza”, fatto questo che gli analisti danno quasi per scontato, una mossa preventiva e forse definitiva per spazzare via uno dei più pericolosi nemici di Israele.
Sharon Levi