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Attacco all’Iran: due parole agli amici americani

Ieri il mondo ha capito che Israele con l’Iran fa sul serio. La stampa internazionale ha scoperto (tardivamente, noi lo diciamo da un po’ qui e ancora qui) che in Azerbaijan ci sono basi israeliane pronte a colpire le centrali atomiche iraniane senza il bisogno di fare tanti giri o chiedere tanti permessi di sorvolo. Due ore e si è sugli obbiettivi. Punto.

Immediato il panico nella Amministrazione americana che da settimane conduce una campagna stampa contro Israele senza precedenti. Il Dipartimento di Stato americano ha fatto sapere subito di essere contrario a qualsiasi attacco che parta dall’Azebaijan (a dire il vero sono contrari a qualsiasi attacco) e ha “minacciato” Israele di gravi ripercussioni diplomatiche. Obama insiste con l’idea che l’Iran si possa piegare con le sanzioni. Bene, abbiamo visto con la Corea del Nord la “funzionalità” della politica di Obama. Due settimane fa Obama ordina di inviare subito aiuti alimentari alla Corea del Nord come premio per la loro rinuncia alla corsa al nucleare. Poi, una volta avuto i viveri, la Corea del Nord fa sapere di essere pronta a lanciare un missile che con molta probabilità è un test per un vettore a lungo raggio in grado di trasportare testate nucleari. E allora marcia indietro di Obama. Ieri ha ordinato di interrompere l’invio di qualsiasi aiuto alimentare alla Corea del Nord. Ergo, Obama è un fessacchiotto.

Con l’Iran il Presidente americano sta facendo la stessa figura fatta con la Corea del Nord. Crede alle aperture degli Ayatollah e nel frattempo cerca di convincere Israele (con le buone o con le cattive) a non attaccare. Secondo lui gli Ayatollah iraniani sono quasi sull’orlo della rinuncia al nucleare, come la Corea del Nord insomma. E’ curioso notare come due dei maggiori alleati degli USA, il Giappone e Israele, siano minacciati da olocausti nucleari e Obama continui a giocare con i soldatini di piombo. C’è qualcosa che non va in questo Presidente americano filo-islamico.

E allora vorrei spiegare ai cittadini americani quello che il New York Times non dice:

  1. Per Israele eliminare il nucleare iraniano non è un “gioco di guerra”. Israele rimarrebbe tranquillamente in pace con tutti. Per Israele eliminare il nucleare iraniano è una questione di sopravvivenza.
  2. Mentre il Presidente Obama gioca con i soldatini di piombo, l’islam integralista ha preso possesso di tutto il Nord Africa e si appresta a dare l’assalto all’Europa. Qualcuno ieri ha scritto che le “primavere arabe” sono il frutto della strategia di Obama. Bene, non c’è che dire, una bella strategia.
  3. Non contento di tutto questo il Presidente Obama abbandona letteralmente a se stesso il Kurdistan iracheno lasciando che Turchia e Iran faccino i loro porci comodi. Così l’ultimo baluardo iracheno non ancora sotto l’influenza iraniana viene abbandonato a se stesso (e agli iraniani).
  4. Che dire poi del Pakistan? Con la sua politica Obama sta consegnando l’unico paese islamico dotato di armi nucleari ai talebani. Non so come la penano i cittadini americani a riguardo, ma se ciò avvenisse l’11 settembre sarebbe una roba da niente rispetto a quello che possono fare i terroristi con armi atomiche.

Mi fermo qui perché altrimenti ci vorrebbe un articolo chilometrico per raccontare agli americani quanto è scellerato e incompetente il loro Presidente. Mi dilungo solo ancora un po’ per ricordare ai cittadini americani, da sempre colonne della democrazia, che tradire Israele come sta facendo il Presidente Obama significa tradire i valori fondanti della loro nazione e dello stesso loro vivere.

Si metta il cuore in pace il sig. Barack Hussein Obama, Israele farà quello che deve essere fatto senza chiedere niente a nessuno. Lo sappiano i cittadini americani. Lo farà per la sua sopravvivenza ma indirettamente lo farà anche per democrazia americana, mai così svilita come con questo Presidente.

Franco Londei