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Cara Mogherini, lei parte davvero male. Che Dio ci aiuti

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Cara Federica Mogherini, innanzi tutto complimenti per la sua nomina ad Alto rappresentante per la Politica Estera dell’Unione Europea, è una vittoria di Matteo Renzi che in qualche modo si è liberato di Lei e della sua ingombrante presenza. Spero solo che non faccia più danni di quanti non ne abbia fatti la Sua predecessore, lady Ashton.

Purtroppo la sua partenza non è stata delle migliori. Leggo, a dire il vero senza troppo stupore, una sua dichiarazione all’Ansa dove Lei “intima” a Israele di fermare la costruzione di alloggi a Gerusalemme. Lei li chiama “insediamenti” in perfetto stile sinistro e sostiene che una decisione contraria alle sue “richieste” «solleverebbe nuovi dubbi sull’effettiva intenzione del Governo israeliano sulla soluzione a due Stati».

Ma scusi, cosa pensa? Che Israele non voglia la soluzione a due Stati? Pensa davvero che Israele non voglia liberarsi di quelle sanguisughe che sono i palestinesi? Se pensa davvero questo mi permetta di consigliarle di cambiare mestiere e di farlo subito. Ma non credo che Lei pensi davvero questo, penso solo che Lei stia portando avanti la linea anti-israeliana inaugurata da Catherine Ashton, la stessa linea più volte criticata proprio dal suo Premier, Matteo Renzi. Peso che Lei, come chi l’ha preceduta, sia anti-israeliana a prescindere. D’altra parte la sua storia parla da sola. Non era Lei chi chiamava i razzi di Hezbollah “razzi dimostrativi”? Non se ne ricorda? Le voglio rinfrescare la memoria. Era Lei che suo blog scriveva «dal territorio libanese partono dei razzi dimostrativi, artigianali – non sono lanciati per colpire davvero, ma solo per segnalare la (r)esistenza in vita» (qui il link), che già chiamare “resistenza” i terroristi di Hezbollah la dice parecchio lunga sul suo pensiero.

Ma guardi, voglio essere buono e pensare/sperare che da allora lei abbia capito. Purtroppo non mi da ragioni per sperare. A parte la sua dichiarazione all’Ansa che ho citato sopra, mi saprebbe piaciuto che Lei come Alto Rappresentante della Politica Estera Europea avesse fatto un accenno ai milioni di Euro donati alla cosiddetta “Palestina” e spariti nel nulla. Mi sarebbe piaciuto che Lei come primo atto avesse chiesto spiegazioni alla Commissione Europea sul perché tutto quel fiume di denaro non è andato dove doveva andare. Di conseguenza mi sarebbe piaciuto che Lei si chiedesse a chi conviene mantenere le cose così come stanno invece di fare due Stati per due Popoli in Medio Oriente.

Lo so, chiedo troppo, forse chiedo l’impossibile. Possibile che qualcuno si chieda dove vanno a finire quei soldi (nostri soldi)? Possibile che qualcuno si chieda come mai in tutti questi anni i palestinesi hanno sistematicamente rifiutato tutte le proposte a loro fatte, anche le più vantaggiose? No, è davvero chiedere troppo.

E non starò nemmeno a tediarla sulla questione iraniana, sembra che anche in merito a quella Lei abbia le idee molto chiare se chiama il sanguinario regime di Rohuani un “sistema moderato con cui poter trattare”.

Mi permetta quindi di rinnovarle gli auguri di buon lavoro ma nel contempo mi consenta di augurare ai miei amici israeliani un grandissimo “in bocca al lupo”. Credo che siano finiti dalla padella alla brace e che Lei non rappresenti nemmeno la continuazione della politica della Ashton ma che ne rappresenti il lato peggiore e amplificato. Che Dio ci aiuti.