Dove l’Islam si diffonde, la libertà muore. Sharia illegale in Europa

Questa mia riflessione nasce da un lungo colloquio via Skype con un giornalista e scrittore spagnolo che conosco da anni, una brava persona che però a mio avviso ha una visione di quello che sta accadendo in Europa piuttosto sbagliata, direi talmente buonista da risultare persino stucchevole in alcuni punti, specie per quanto riguarda quella che io chiamo “invasione islamica” che lui non solo non vede ma è convinto che sia un bene perché “è il segno dei tempi”, insomma, una sorta di modernizzazione in chiave islamica.

islam-sharia-libertàBeh, lasciatemi dire che io sono convinto dell’esatto contrario, cioè che l’espansione dell’Islam non porti nessuna modernizzazione né alcun apporto culturale ma che, al contrario, porti una marcata regressione sia in termini di Diritti che a livello culturale.

E’ la storia a dirlo più che il sottoscritto: dove l’Islam si è diffuso la libertà è regredita fino a morire. I Diritti sono stati stravolti, a volte adattati alla legge islamica, altre volte soppressi in maniera definitiva. Persino in alcuni regimi laici seppur dittatoriali, penso alla Tunisia di Ben Alì, alla Libia di Gheddafi o all’Egitto di Mubarak, fino a quando l’Islam integralista era tenuto a bada anche con metodi poco ortodossi la situazione era migliore di come è con l’avvento dei regimi islamici. Ma, per andare ancora più indietro nella storia, ci basta guardare a cosa è successo in Afghanistan e in Iran dove l’avvento di regimi islamici ha riportato quelle terre al medio evo.

Quello che vedo io e che il mio buon amico non vede o, peggio, accetta di buon grado, è una progressiva islamizzazione dell’Europa dovuta in parte ai flussi migratori e in parte al concetto europeo di Diritti secondo il quale la libera professione delle religioni è intoccabile, concetto che condivido in pieno almeno fino a quando la libera professione delle religioni non si scontra proprio con gli inalienabili Diritti Umani.

Ed è quello che, a mio modestissimo parere, avviene con l’Islam all’interno del quale ci sono leggi o, come le chiamano i buonisti, usanze che collidono fortemente con il concetto di Diritti Umani così come lo interpretiamo noi. Solo per citarne uno, forse quello più in vista, il Diritto delle donne di essere trattate come gli uomini. Nel nostro concetto di Diritti questo è quello che si chiama un Diritto acquisito, cioè conclamato, nel concetto di Diritto islamico questa parità proprio non esiste. Ma potrei fare altri mille esempi in cui la legge islamica collide fortemente con i Diritti Umani. Lo stesso concetto di imporre agli altri la propria religione o le proprie usanze è già di per se una violazione dei Diritti.

Eppure secondo questo mio caro amico, che purtroppo è in buona e numerosa compagnia, questo è un bene perché sarebbe il risultato del multiculturalismo, una parola lunga e che riempie le bocche di parecchia gente da salotto buono ma che troppo spesso deborda nella passiva accettazione di gravissime violazioni dei Diritti Umani. Nel caso dell’Islam poi siamo a livelli talmente evidenti che mi rimane difficile pensare che questa gente da salotto buono non se ne renda conto.

Nel nome del multiculturalismo vengono accettate tante e gravi violazioni dei Diritti Umani da far rabbrividire chiunque abbia un po’ a cuore i Diritti altrui. Si pensi al matrimoni imposti e fatti per procura (spesso con minori) che, sebbene illegali, vengono universalmente accettati in Europa. Si pensi alle imposizioni tribali a cui vengono sottoposte migliaia di donne, anche queste accettate perché “è la loro cultura”. Tutto questo nell’Islam viene amplificato e chiunque lo contesti finisce come minimo con una fatwa sulla testa o, in casi estremi, come il regista olandese Teo van Gogh.

Beh, lasciatemi dire che io questo multiculturalismo non lo voglio, non se va a ledere i fondamentali Diritti Umani come fa la Sharia. In Europa esiste un trattato chiaro e riconosciuto da tutti i Pesi Europei, si chiama Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, una convenzione che ricalca la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e in qualche punto addirittura la migliora. Bene, la Sharia è quanto di più lontano ci sia da queste due dichiarazione, eppure in Europa viene ampiamente tollerata e persino introdotta per legge in Gran Bretagna. Dobbiamo accettare tutto questo nel nome del multiculturalismo? Dobbiamo accettare la diffusione dell’Islam a scapito della libertà nel nome del sopracitato multiculturalismo? Secondo me no e dobbiamo fare qualcosa per fermare questa orribile stortura del Diritto che è la legge islamica, a partire dal ricordare ai Governi Europei che hanno aderito alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo che già da sola rende la Sharia illegale in Europa. E per farlo dobbiamo usare i metodi democratici che la nostra società ci mette a disposizione, cioè la denuncia al Consiglio Europeo e alla Corte Europea dei Diritti Umani. Dobbiamo rendere la Sharia illegale prima che sia troppo tardi e che l’Islam ingoi le nostre democrazie.

3 commenti su “Dove l’Islam si diffonde, la libertà muore. Sharia illegale in Europa”

  1. Penso che sia gia’ troppo tardi…All’Islam che avanza si puo’ opporre soltanto la forza… Se lo si vuole respingere… Chiacchere su diritti o doveri fanno perdere soltanto tempo a noi e fanno sorridere loro ma purtroppo non possiamo fare altro. Sono dei conquistatori che agiscono per conto di un Dio e in casa nostra ne abbiamo circa trenta milioni, quando anche pacifisti e buonisti si renderanno conto del pericolo che stiamo correndo, saranno aumentati di piu’ del doppio…Se consideriamo che ogni Musulmano, donne e bambini compresi, vale nel combattimento alla baionetta o scimitarra che dir si voglia…Quanto tre o quattro dei nostri militari piu’ valorosi……………Buon futuro a tutti.- Saluti

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